Lune

Blog che parlano di satelliti naturali

Rendering della Terra dopo l'impatto di Theia (Immagine cortesia SwRI/Marchi)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca sulle conseguenze per la Terra del bombardamento che seguì la formazione della Luna. Secondo un team del Southwest Research Institute (SwRI) guidato dall’italiano Simone Marchi, le collisioni successive a quella che portò alla nascita della Luna continuarono ad aumentare la massa della Terra per un tempo maggiore di quanto si pensasse finora.

Wright Mons su Plutone (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive una ricerca che suggerisce nuove possibilità per gli effetti gravitazionali di corpi celesti trans-nettuniani di generare calore in altri corpi celesti abbastanza vicini come nel caso di Plutone e Caronte. Un team di ricercatori ha esaminato l’influenza di quel tipo di riscaldamento su corpi che potrebbero avere invece temperature bassissime ma che in certe condizioni possono ospitare oceani sotterranei la cui durata potrebbe essere allungata.

Schema dell'interno di Encelado (Immagine Surface: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute; interior: LPG-CNRS/U. Nantes/U. Angers. Graphic composition: ESA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca che presenta una possibile spiegazione per l’esistenza a lungo termine di attività idrotermali e di un oceano sotterraneo di acqua liquida su Encelado, una delle lune di Saturno. Un team di ricercatori guidato da Gaël Choblet dell’Università di Nantes in France ha analizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini concludendo che un nucleo poroso può essere un fatto chiave per generare calore per miliardi di anni sostenendo un ambiente potenzialmente favorevole alla vita.

Particolari degli anelli di Saturno (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Nel corso della conferenza dell’American Astronomical Society Division for Planetary Science sono state presentate alcune delle ultime scoperte riguardanti il pianeta Saturno e i suoi anelli effettuate grazie ai dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini prima di disintegrarsi nell’atmosfera del pianeta il 15 settembre. Alcuni di 1uesti risultati sono stati pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal”.

Le ultime foto degli anelli di Saturno scattate dalla sonda spaziale Cassini (Immagine NASA/JPL)

La NASA ha confermato di aver perso i contatti con la sonda spaziale Cassini, che fino all’ultimo stava inviando informazioni mentre scendeva nell’atmosfera del pianeta Saturno e andava verso la sua distruzione. È la fine della missione Cassini-Huygens, una collaborazione tra NASA, ESA e ASI (Agenzia Spaziale Italiana), una delle più straordinarie missioni spaziali della storia.