Lune

Blog che parlano di satelliti naturali

Illustrazione di Giove, Europa, le linee di campo magnetico e la sonda spaziale Galileo (Immagine NASA/JPL-Caltech/Univ. of Michigan)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive un nuovo esame di dati riguardanti Europa, una delle grandi lune di Giove, raccolti nel 1997 dalla sonda spaziale Galileo della NASA. Un team di ricercatori ha usato nuovi modelli informatici per interpretare un’anomalia nel campo magnetico attorno a Europa che era rimasta inspiegata. Il risultato del nuovo esame è che l’anomalia è stata generata da pennacchi di vapore acqueo contenenti vari composti, una nuova prova della loro esistenza.

Ganimede (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una nuova analisi di dati raccolti dalla sonda spaziale Galileo della NASA durante i suoi passaggi ravvicinati a Ganimede, una delle grandi lune di Giove. Glyn Collinson del Goddard Space Flight Center della NASA e alcuni colleghi hanno riesumato il software dell’epoca per processare i dati scoprendo nuove informazioni sul suo campo magnetico, in particolare sulle sue aurore e sui fenomeni di riconnessione magnetica.

Rendering della Terra dopo l'impatto di Theia (Immagine cortesia SwRI/Marchi)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca sulle conseguenze per la Terra del bombardamento che seguì la formazione della Luna. Secondo un team del Southwest Research Institute (SwRI) guidato dall’italiano Simone Marchi, le collisioni successive a quella che portò alla nascita della Luna continuarono ad aumentare la massa della Terra per un tempo maggiore di quanto si pensasse finora.

Wright Mons su Plutone (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive una ricerca che suggerisce nuove possibilità per gli effetti gravitazionali di corpi celesti trans-nettuniani di generare calore in altri corpi celesti abbastanza vicini come nel caso di Plutone e Caronte. Un team di ricercatori ha esaminato l’influenza di quel tipo di riscaldamento su corpi che potrebbero avere invece temperature bassissime ma che in certe condizioni possono ospitare oceani sotterranei la cui durata potrebbe essere allungata.

Schema dell'interno di Encelado (Immagine Surface: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute; interior: LPG-CNRS/U. Nantes/U. Angers. Graphic composition: ESA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca che presenta una possibile spiegazione per l’esistenza a lungo termine di attività idrotermali e di un oceano sotterraneo di acqua liquida su Encelado, una delle lune di Saturno. Un team di ricercatori guidato da Gaël Choblet dell’Università di Nantes in France ha analizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini concludendo che un nucleo poroso può essere un fatto chiave per generare calore per miliardi di anni sostenendo un ambiente potenzialmente favorevole alla vita.