Galassie

Blog che parlano di galassie, singole o in ammassi

La galassia SGAS J111020.0+645950.8 (Immagine NASA, ESA, and T. Johnson (University of Michigan))

Tre articoli pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrivono vari aspetti dell’osservazione della galassia SGAS J111020.0+645950.8, distante ben 11 miliardi di anni luce dalla Terra, con il telescopio spaziale Hubble. Tanta attenzione è dovuta al fatto che il team di astronomi che ha condotto questo studio ha dovuto utilizzare una lente gravitazionale per compiere le osservazioni e usare un’analisi molto sofisticata per mettere a fuoco le immagini, che mostrano anche aree di formazione stellare.

NGC 5194 ed NGC 5195

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sul buco nero supermassiccio al centro della galassia NGC 5195, che sta subendo una sorta di indigestione. Usando dati raccolti con vari telescopi, un team di astronomi dell’Università di Manchester ha scoperto che quel buco nero provoca eventi caotici nella sua galassia. Tra le cause c’è l’interazione con una galassia molto più grande chiamata NGC 5194 o Galassia Vortice.

Rappresentazione artistica dei buchi neri supermassicci nella galassia 0402+379 (Immagine Josh Valenzuela/University of New Mexico)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la scoperta della prima coppia di buchi neri supermassicci che orbitano l’uno attorno all’altro al centro della galassia che li ospita, chiamata 0402+379. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio Very Long Baseline Array (VLBA) per individuare i due buchi neri a circa 750 milioni di anni luce dalla Terra. La loro massa combinata è di circa 15 miliardi di volte quella del Sole.

L'ammasso MACS J2129-0741 e la galassia MACS2129-1 (Immagine NASA, ESA, and S. Toft (University of Copenhagen), M. Postman (STScI), and the CLASH team)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive uno studio della galassia MACS 2129-1. Un team internazionale di ricercatori guidato da Sune Toft dell’Istituto Niels Bohr (NBI) dell’Università di Copenhagen, in Danimarca, ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble e il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO per raccogliere informazioni su MACS 2129-1. Il risultato è che non si stanno formando nuove stelle e ciò è davvero sorprendente perché a causa la sua distanza noi la vediamo com’era in un periodo in cui l’universo era al massimo ritmo della produzione di stelle.

Concetto artistico di una fusione galattica vicina a un quasar (Immagine MPIA con materiale di Nasa/Esa Hubble Space Telescope)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di quattro galassie molto antiche, tanto da essersi formate meno di un miliardo di anni dopo il Big Bang. Al loro interno è stato osservato un tasso di formazione stellare estremamente elevato. Un team di astronomi guidato da Roberto Decarli del Max Planck Institut für Astronomie ha scoperto per caso queste quattro galassie notando che erano vicine ad altrettanti quasar.