Galassie

Blog che parlano di galassie, singole o in ammassi

Le galassie SDSS J1354+1327 e SDSS J1354+1328 (Immagine NASA , ESA, and J. Comerford (University of Colorado-Boulder))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive l’osservazione di due eventi consistenti in un buco nero supermassiccio che ha ingoiato grandi quantità di gas per poi emetterne una parte sotto forma di getti ad altissima energia. Un team di astronomi guidati da Julie Comerford dell’Università del Colorado a Boulder ha usato osservazioni compiute con vari telescopi per catturare quest’attività ripetuta al centro di una galassia conosciuta come SDSS J1354+1327 o semplicemente J1354.

Le galassie osservate da ALMA nel cielo osservato da Hubble (Immagine Hubble (NASA/ESA), ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), P. Oesch (University of Geneva) and R. Smit (University of Cambridge))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la prima osservazione del movimento del gas all’interno di due piccole galassie neonate distanti circa 13 miliardi di anni luce dalla Terra. Un team guidato dall’astronoma olandese Renske Smit al Kavli Institute of Cosmology presso l’Università britannica di Cambridge ha usato il radiotelescopio ALMA per rilevare i processi in atto in quelle galassie primordiali, verificando che il gas si muove in modo simile a galassie come la Via Lattea. Questi risultati sono stati presentati anche al 231° congresso della American Astronomical Society, che si è tenuto nel corso di questa settimana.

L’alone galattico della Via Lattea nella mappa Pan-Starrs1 (Immagine cortesia Giuseppina Battaglia (Iac))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive una ricerca su un gruppo di stelle giganti rosse situate nell’alone che circonda la Via Lattea. Un team di astronomi guidato da Giuseppina Battaglia dell’Instituto de Astrofísica de Canarias ha esaminato la composizione di un campione di 28 stelle scoprendo che la presenza di alcuni elementi chimici è ben diversa rispetto alle regioni più interne dell’alone. La conclusione è che non sono nate nella nostra galassia bensì in antiche galassie nane che sono state assorbite dalla Via Lattea.

El Gordo (Immagine ESA/Hubble & NASA, RELICS)

Una fotografia dell’ammasso galattico ACT-CL J0102-4915 catturata dal telescopio spaziale Hubble fornisce una piccola idea della vastità di quest’insieme di galassie che ha una massa complessiva stimata in 3 milioni di miliardi di volte quella del Sole. Per questo motivo è stato soprannominato “El Gordo”, che in spagnolo significa “il ciccione”. Emette raggi X in modo intenso e questo è un altro motivo di interesse per gli astronomi che ha portato a osservarlo scoprendo che in realtà è formato da due ammassi galattici più piccoli (o meno enormi…) che si sono scontrati.

La galassia UGC 6093 (Immagine ESA/Hubble & NASA)

Una fotografia della galassia UGC 6093 scattata dal telescopio spaziale Hubble ne mostra alcune delle sue interessanti caratteristiche. Si tratta di una galassia a spirale barrata, ha un nucleo galattico attivo alimentato da un buco nero supermassiccio al suo centro e agisce come un megamaser, cioè un maser astronomico che emette microonde con un’intensità circa cento milioni di volte maggiore di quella dei maser astronomici trovati in galassie come la Via Lattea.