Galassie

Blog che parlano di galassie, singole o in ammassi

Arp 299A e Arp 299B e l'evento di distruzione mareale

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la scoperta di una stella distrutta da un buco nero supermassiccio in quello che in gergo viene chiamavo evento di distruzione mareale. Un team di astronomi che include Marco Bondi dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha usato vari telescopi alla ricerca di supernove in Arp 299, un oggetto generato da due galassie in fase di fusione, ma in un caso hanno finito per accorgersi che il fenomeno in atto non era un’esplosione bensì la distruzione della stella sotto osservazione.

Monossido di carbonio in galassie starburst

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di regioni di formazione stellare dove la percentuale di stelle massicce è molto più elevata rispetto ad altre. Un team di astronomi guidati da Zhi-Yu Zhang dell’Università di Edimburgo ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare quattro antichissime galassie di tipo starburst, cioè dove c’è un’elevata formazione stellare, piene di polvere.

Il vicinato della Nebulosa Tarantola (Immagine ESO)

Un’immagine pubblicata dall’ESO mostra la Nebulosa Tarantola assieme alle aree vicine nei loro dettagli. Un team di astronomi ha utilizzato il VLT Survey Telescope (VST) all’Osservatorio del Paranal dell’ESO, in Cile, per cogliere dettagli mai visti di ammassi stellari, nubi di gas brillante e resti sparsi di supernove. Si tratta dell’immagine più nitida mai ottenuta di quella regione della Grande Nube di Magellano, una delle galassie nane satelliti della Via Lattea.

Il centro nucleo della galassia NGC 5643 (Immagine ESO/A. Alonso-Herrero et al.; ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))

Un’immagine pubblicata da ESO e collaborazione ALMA mostra il centro della galassia NGC 5643 ottenuta combinando osservazioni effettuate con il radiotelescopio ALMA con dati d’archivio dello strumento MUSE, montato sul VLT dell’ESO. In questo modo è stato possibile vedere oltre le nubi di polvere e gas che lo oscurano nonostante si tratti di un nucleo galattico attivo con forti emissioni elettromagnetiche generate dall’attività del buco nero supermassiccio al centro di NGC 5643.

L'ammasso galattico MACS J1149.5+2223 e nel riquadro la galassia MACS1149-JD1

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta delle tracce di ossigeno più distanti mai rilevate. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA e il telescopio VLT dell’ESO per osservare la galassia MACS1149-JD1, dove ci sono tracce di formazione stellare circa 250 milioni di anni dopo il Big Bang, un’epoca davvero remota in cui finora c’erano solo alcuni indizi di una possibile formazione stellare.