Comete

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Illustrazione della stima delle dimensioni delle comete (Immagine ASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sulle comete a lungo periodo concludendo che sono più comuni del previsto. Un team di ricercatori guidato da James Bauer dell’Università del Maryland ha utilizzato i dati raccolti dal telescopio spaziale WISE della NASA per scoprire che anche quelle di almeno un chilometro di dimensione sono più comuni del previsto e mediamente sono grandi il doppio di quelle della famiglia cometaria di Giove.

Il sistema di Fomalhaut visto da ALMA e Hubble (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), M. MacGregor; NASA/ESA Hubble, P. Kalas; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF))

Due articoli in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrivono due studi riguardanti l’anello di detriti che circonda la stella Fomalhaut. Un team internazionale di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per ottenere la prima immagine completa di quei detriti, che probabilmente sono il prodotto di una serie di collisioni tra comete vicino ai bordi esterni di quel sistema solare. Sono stati anche rilevati monossido di carbonio e anidride carbonica in abbondanza.

Schema del processo di produzione abiotica di ossigeno molecolare (Immagine cortesia Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” offre una spiegazione alla presenza di molecole di ossigeno sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Konstantinos Giapis, ingegnere chimico del Caltech, ha condotto questa ricerca dopo aver notato che le reazioni chimiche che avvengono sulla superficie della cometa erano simili a quelle che lui stava generando da anni. L’ipotesi più probabile offerta inizialmente era che fosse “sopravvissuto” fin dai tempi della formazione del sistema solare ma forse ora è stata trovata la spiegazione corretta.

Fasi del collasso di Aswan (Immagine ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0; ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” e uno pubblicato sulla rivista “Science”, descrivono due ricerche riguardanti la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Il primo riguarda il distacco di materiali del costone roccioso chiamato Aswan nella regione Seth del nucleo della cometa. Il secondo articolo riguarda le trasformazioni avvenute sulla superficie della cometa rilevate grazie alla sonda spaziale Rosetta dell’ESA tra l’estate del 2014 e il settembre 2016.

Le rilevazioni di ghiaccio secco con le analisi spettrali e le indicazioni dell'area (Immagine Data: ESA/Rosetta/VIRTIS/INAF-IAPS/OBS DE PARIS-LESIA/DLR; Reprinted with permission from G. Filacchione et al., Science 10.1126/science.aag3161 (2016); context image: ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Science” descrivono la scoperta di ghiaccio secco, cioè anidride carbonica ghiacciata, sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Un team di ricercatori guidato da Gianrico Filacchione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e un altro guidato da Sonia Fornasier del LESIA-Observatoire de Paris and Université Paris Diderot hanno utilizzato le osservazioni effettuato con lo spettrometro VIRTIS a bordo della sonda spaziale Rosetta dell’ESA per trovare per la prima volta ghiaccio secco sul nucleo di una cometa.