Comete

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Pennacchio sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrivono due ricerche sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko basate sui dati raccolti dalla sonda spaziale Rosetta dell’ESA. In un articolo, un team guidato da Jürgen Blum dell’Università di Braunschweig, in Germania, ha utilizzato i dati raccolti per scoprire in che modo si è formata la cometa. Nell’altro articolo, un team guidato da Jessica Agarwal del Max Planck Institute for Solar System Research di Gottinga, in Germania, ha descritto un pennacchio sollevatosi dalla superficie della cometa che potrebbe essere stato generato da gas sotterraneo pressurizzato o dalla cristallizzazione di ghiaccio d’acqua amorfo.

L'ultima immagine catturata dalla sonda spaziale Rosetta (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

L’ESA ha pubblicato l’ultima immagine scattata dalla sua sonda spaziale Rosetta prima di schiantarsi sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko alla fine della sua missione assieme alla storia della sua ricostruzione. L’immagine era arrivata incompleta perciò inizialmente non era stata riconosciuta come tale dal software che automaticamente elaborava i dati trasmessi in mezzo ai pacchetti contenenti dati telemetrici.

Illustrazione della stima delle dimensioni delle comete (Immagine ASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sulle comete a lungo periodo concludendo che sono più comuni del previsto. Un team di ricercatori guidato da James Bauer dell’Università del Maryland ha utilizzato i dati raccolti dal telescopio spaziale WISE della NASA per scoprire che anche quelle di almeno un chilometro di dimensione sono più comuni del previsto e mediamente sono grandi il doppio di quelle della famiglia cometaria di Giove.

Il sistema di Fomalhaut visto da ALMA e Hubble (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), M. MacGregor; NASA/ESA Hubble, P. Kalas; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF))

Due articoli in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrivono due studi riguardanti l’anello di detriti che circonda la stella Fomalhaut. Un team internazionale di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per ottenere la prima immagine completa di quei detriti, che probabilmente sono il prodotto di una serie di collisioni tra comete vicino ai bordi esterni di quel sistema solare. Sono stati anche rilevati monossido di carbonio e anidride carbonica in abbondanza.

Schema del processo di produzione abiotica di ossigeno molecolare (Immagine cortesia Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” offre una spiegazione alla presenza di molecole di ossigeno sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Konstantinos Giapis, ingegnere chimico del Caltech, ha condotto questa ricerca dopo aver notato che le reazioni chimiche che avvengono sulla superficie della cometa erano simili a quelle che lui stava generando da anni. L’ipotesi più probabile offerta inizialmente era che fosse “sopravvissuto” fin dai tempi della formazione del sistema solare ma forse ora è stata trovata la spiegazione corretta.