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Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive una ricerca che offre una spiegazione alla formazione del pianeta nano Plutone. Un team di scienziati del Southwest Research Institute (SwRI) ha messo assieme dati raccolti dalla sonda spaziale New Horizons della NASA con quelli raccolti dalla sonda spaziale Rosetta dell’ESA, che ha studiato la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, concludendo che Plutone si è formato dall’unione di circa un miliardo di comete simili ad essa.

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko il 6 agosto 2014 (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca che offre nuovi indizi sulla formazione della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Un team guidato da Stephen Schwartz dell’Università della Costa Azzurra e dall’Università dell’Arizona ha condotto una serie di simulazioni al computer per studiare la formazione di comete come questa, formata da due lobi espandendo studi precedenti confermandoli e offrendo una spiegazione a certe sue caratteristiche.

Pennacchio sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrivono due ricerche sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko basate sui dati raccolti dalla sonda spaziale Rosetta dell’ESA. In un articolo, un team guidato da Jürgen Blum dell’Università di Braunschweig, in Germania, ha utilizzato i dati raccolti per scoprire in che modo si è formata la cometa. Nell’altro articolo, un team guidato da Jessica Agarwal del Max Planck Institute for Solar System Research di Gottinga, in Germania, ha descritto un pennacchio sollevatosi dalla superficie della cometa che potrebbe essere stato generato da gas sotterraneo pressurizzato o dalla cristallizzazione di ghiaccio d’acqua amorfo.

L'ultima immagine catturata dalla sonda spaziale Rosetta (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

L’ESA ha pubblicato l’ultima immagine scattata dalla sua sonda spaziale Rosetta prima di schiantarsi sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko alla fine della sua missione assieme alla storia della sua ricostruzione. L’immagine era arrivata incompleta perciò inizialmente non era stata riconosciuta come tale dal software che automaticamente elaborava i dati trasmessi in mezzo ai pacchetti contenenti dati telemetrici.

Illustrazione della stima delle dimensioni delle comete (Immagine ASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sulle comete a lungo periodo concludendo che sono più comuni del previsto. Un team di ricercatori guidato da James Bauer dell’Università del Maryland ha utilizzato i dati raccolti dal telescopio spaziale WISE della NASA per scoprire che anche quelle di almeno un chilometro di dimensione sono più comuni del previsto e mediamente sono grandi il doppio di quelle della famiglia cometaria di Giove.