Comete

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Rappresentazione artistica di una collisione nella Fascia di Kuiper che genera polvere (Immagine cortesia Dan Durda, FIAAA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio della presenza di polvere nella Fascia di Kuiper la quale suggerisce che possa essere molto più estesa di quanto si pensasse o che vi sia una seconda Fascia esterna a quella conosciuta. Un team di ricercatori ha utilizzato rilevazioni condotte con lo strumento Venetia Burney Student Dust Counter (VBSDC, o semplicemente SDC) della sonda spaziale New Horizons della NASA per supportare queste possibilità. Ciò perché i modelli correnti indicano che la densità di polvere dovrebbe diminuire nella zona in cui sta viaggiando New Horizons, dove le rilevazioni sono superiori a quelle previste.

La cometa C/2014 UN271 (Bernardinelli-Bernstein)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sulla cometa C/2014 UN271 (Bernardinelli-Bernstein) condotto grazie a osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble. Un team di ricercatori ha usato anche precedenti osservazioni per stimare che il nucleo di questa cometa ha un diametro di circa 119 chilometri. Questo risultato conferma che si tratta della più grande cometa conosciuta. Gli studi continueranno anche se rimarrà molto lontana dalla Terra anche perché quasi certamente proviene dalla nube di Oort.

Frammenti della cometa C/2019 Y4 (ATLAS) visti da Hubble

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomical Journal” riporta i risultati di uno studio sulla cometa C/2019 Y4 (ATLAS) la cui conclusione è che si tratta di un frammento di una cometa più grande il cui passaggio potrebbe essere stato visto sulla Terra circa 5.000 anni fa. Un team di ricercatori guidato dall’astronomo Quanzhi Ye dell’Università del Maryland a College Park ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble per esaminare questa cometa e la sua orbita. In effetti, ora si tratta di vari frammenti ed è possibile che la progenitrice abbia dato origine a un’intera famiglia di comete. L’astrofilo Maik Meyer ha individuato una correlazione con C/1844 Y1, soprannominata la Grande Cometa del 1844.

La cometa gigante C/2014 UN271 (Bernardinelli-Bernstein)

L’osservatorio Las Cumbres ha catturato una nuova immagine della cometa gigante C/2014 UN271 (Bernardinelli-Bernstein) che ne mostra l’attività nonostante la distanza notevole dato che è ben oltre l’orbita di Saturno. Le informazioni raccolte anche cercando immagini di archivio come quelle che hanno permesso di identificarla in un’immagine del 2014 sono utili per capirne meglio le caratteristiche. In particolare, le stime iniziali suggerivano che il suo diametro fosse di almeno 100 chilometri, il triplo della più grande cometa conosciuta, ma si tratta di stime basate sull’assenza di una chioma. C/2014 UN271 rimarrà lontana dal Sole, arrivando vicina all’orbita di Saturno all’inizio del 2031 perciò potrà essere ammirata solo con i telescopi ma potrebbe essere comunque molto interessante perché probabilmente arriva dall nube di Oort.

La cometa C/2016 R2 (PANSTARRS) e il relativo spettro (Immagine ESO/L. Calçada, SPECULOOS Team/E. Jehin, Manfroid et al.)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Nature” riportano diversi studi sui materiali presenti nelle atmosfere delle comete, che risultano contenere ferro e nickel anche in quelle lontane dal Sole. Jean Manfroid, Damien Hutsemekers e Emmanuel Jehin hanno usato dati raccolti dallo spettrografo UVES del VLT dell’ESO in Cile per analizzare le atmosfere di varie comete rilevando la presenza sia di ferro che di nickel. Piotr Guzik e Michał Drahus hanno utilizzato lo spettrografo X-shooter, anch’esso del VLT, per esaminare in particolare la cometa interstellare 2I/Borisov rilevando la presenza di nickel. Sono risultati sorprendenti perché la sublimazione di metalli pesanti veniva ritenuta possibile solo vicino al Sole.