Materia oscura

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La mappa della collaborazione Dark Energy Survey (Immagine Chihway Chang/Kavli Institute for Cosmological Physics at the University of Chicago/DES Collaboration)

La collaborazione Dark Energy Survey (DES) ha presentato al meeting dell’American Physical Society Division of Particles and Fields al Fermilab una mappa della materia oscura creata usando misurazione di lenti gravitazionali di 26 milioni di galassie. Questi risultati mostrano la composizione dell’universo recente e sono molto vicini alle previsioni basate sulla mappa creata grazie alle misurazioni riguardanti l’universo primordiale del satellite Planck Surveyor dell’ESA.

Esempio di coppia di galassie unite da filamenti di materia oscura (Immagine cortesia S. Epps & M. Hudson / University of Waterloo)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sui filamenti di materia oscura che uniscono due galassie. Un team di astronomi guidato da Mike Hudson dell’Università di Waterloo in Canada ha sfruttato un effetto di lente gravitazionale debole per creare un’immagine che mostra anche se indirettamente una sorta di ponte di materia oscura che unisce due galassie.

Gruppo di galassie nane (Immagine cortesia Sloan Digital Sky Survey)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la scoperta di sette gruppi di galassie nane che mostrano le condizioni adatte a cominciare processi di fusione che le porterà a formare galassie come la Via Lattea. Un team di ricercatori guidati da Sabrina Stierwalt del National Radio Astronomy Observatory (NRAO) ha identificato i sette gruppi partendo dai dati dell’indagine TiNy Titans (TNT) per poi compiere studi specifici.

Simulazione della struttura su larga scala dell’Universo (Immagine Nico Hamaus, Universitäts-Sternwarte München, Ohio State University)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Physical Review Letters” descrive una ricerca sulla distribuzione della materia nell’universo effettuata in un modo diverso dal solito. Un team internazionale di ricercatori ha studiato i vuoti cosmici come se fossero i negativi fotografici da cui ricavare informazioni sulla materia ordinaria, sulla materia oscura e sull’energia oscura.

La galassia UGC 9391 vista dal telescopio spaziale Hubble. Nei circoletti rossi variabili cefeidi, la croce blu indica una supernova di tipo Ia (Immagine NASA, ESA, and A. Riess (STScI/JHU))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca basata su osservazione effettuate con il telescopio spaziale Hubble che suggerisce che l’universo si sta espandendo a una velocità maggiore del previsto. Un team di astronomi guidato dal premio Nobel Adam Riess ha misurato la distanza di stelle in diciannove galassie con la migliore accuratezza mai raggiunta per ottenere questo sorprendente risultato.