Pianeti

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L'area del possibile impatto su Marte (Immagine MOLA Science Team)

Un articolo pubblicato su “Geophysical Research Letters” descrive uno studio che attribuisce a un gigantesco impatto meteorico avvenuto sull’emisfero settentrionale di Marte quasi 4 miliardi e mezzo di anni fa alcune caratteristiche del pianeta rosso. Secondo Stephen Mojzsis dell’Università del Colorado a Boulder e Ramon Brasser del Tokyo Institute of Technology in Giappone è quella la causa della presenza di metalli rari, delle differenze tra emisfero settentrionale e meridionale e forse anche dell’esistenza delle due lune.

Libya Montes (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, , CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato immagini dell’area del pianeta Marte conosciuta come Libya Montes scattate dalla sua sonda spaziale Mars Express. Si tratta di una catena montuosa vicina all’equatore marziano ed è una delle più antiche di Marte, alterata da processi vulcanici e impatti ma anche da processi associati all’esistenza di fiumi. Nelle immagini è infatti possibile identificare vari canali e valli, tracce degli antichissimi flussi d’acqua.

Mappa di Plutone e Caronte (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI/LPI)

In occasione del secondo anniversario del passaggio ravvicinato a Plutone della sonda spaziale New Horizons, la NASA ha pubblicato una mappa del pianeta nano e della sua luna più grande, Caronte. L’agenzia spaziale americana ha anche creato due filmati che riproducono parzialmente quel volo concentrandosi uno su Plutone e uno su Caronte. Essi forniscono una prospettiva davvero unica dando l’impressione di essere a bordo di una navicella che passa vicina a quei corpi celesti.

La Grande Macchia Rossa di Giove (Foto NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Jason Major)

Era il pomeriggio di ieri in Italia quando la NASA ha cominciato a pubblicare le prime fotografie non elaborate della Grande Macchia Rossa di Giove scattate dalla sonda spaziale Juno durante il volo ravvicinato effettuato l’11 luglio. Tutti gli strumenti scientifici erano attivi ma la JunoCam è quella che ha ottenuto i risultati più spettacolari con le fotografie dell’iconica tempesta più grande della Terra. Da subito molti appassionati hanno cominciato a elaborare le immagini contribuendo al database della NASA.

Esopianeti e sistemi binari (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astronomical Journal” descrive uno studio sui possibili errori commessi nelle stime della densità degli esopianeti scoperti con il metodo del transito. Elise Furlan del Caltech/IPAC-NExScl e Steve Howell dell’Ames Research Center della NASA hanno analizzato l’effetto della presenza di una seconda stella sulla stima della densità degli esopianeti in quei sistemi concludendo che alcuni in realtà sono meno densi di quanto calcolato.