Massimo Luciani

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Il primo stadio usato per il lancio del satellite BulgariaSat 1 dopo il duro atterraggio (Immagine SpaceX)

SpaceX ha stabilito un nuovo record per un’azienda privata lanciando due razzi nel giro di poco più di 48 ore. Venerdi, quando in Italia era tarda serata, da Cape Canaveral ha lanciato il satellite di telecomunicazioni BulgariaSat 1 mentre domenica, quando in Italia era ormai notte, dalla base di Vandenberg in California ha lanciato 10 satelliti della costellazione Iridium NEXT. In entrambi i casi il primo stadio è atterrato con successo.

L'ammasso MACS J2129-0741 e la galassia MACS2129-1 (Immagine NASA, ESA, and S. Toft (University of Copenhagen), M. Postman (STScI), and the CLASH team)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive uno studio della galassia MACS 2129-1. Un team internazionale di ricercatori guidato da Sune Toft dell’Istituto Niels Bohr (NBI) dell’Università di Copenhagen, in Danimarca, ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble e il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO per raccogliere informazioni su MACS 2129-1. Il risultato è che non si stanno formando nuove stelle e ciò è davvero sorprendente perché a causa la sua distanza noi la vediamo com’era in un periodo in cui l’universo era al massimo ritmo della produzione di stelle.

Spicole solari osservate e simulate (Immagine Nasa-Iris, Università di Oslo, Swedish Solar Telescope)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca che offre una spiegazione all’origine delle spicole solari, getti intermittenti di plasma che si propagano dalla cromosfera solare fino alla base della corona a velocità molto elevate. Un team di ricercatori ha creato simulazioni al computer e le ha confrontate con osservazioni effettuate dalla sonda spaziale IRIS della NASA e dallo Swedish Solar Telescope situato alle isole Canarie che hanno confermato la validità dei modelli.

FIR 3 (HOPS 370) e FIR 4 (HOPS 108) (Immagine Credit: Osorio et al., NRAO/AUI/NSF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive una ricerca su un fenomeno di formazione stellare nela nube molecolare di Orione 2. Un team di astronomi guidato da Mayra Osorio dell’Astrophysical Institute of Andalucia (IAA-CSIC) in Spagna ha utilizzato il radiotelescopio VLA per trovare le prove che un getto di materiali espulso da una giovane stella potrebbe aver innescato la formazione di un’altra protostella più giovane.

I candidati esopianeti del nuovo catalogo (Immagine NASA/Ames Research Center/Wendy Stenzel)

In una conferenza stampa, la NASA ha presentato il nuovo catalogo di candidati esopianeti prodotto grazie alle osservazioni del suo telescopio spaziale Kepler. I candidati esopianeti sono in totale 4.034 dei quali 2.335 sono stati confermati come realmente esistenti. Ci sono 219 nuovi candidati dei quali 10 potrebbero avere dimensioni simili alla Terra e allo stesso tempo trovarsi nell’area abitabile del loro sistema solare.