Massimo Luciani

Vedi pagina About per la biografia e informazioni per i contatti sui social media.

See About pagefor biography and social media contact information.

Parte della nebulosa Sh2-308 (Immagine ESA/Hubble & NASA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra parte di una nebulosa chiamata Sh2-308 che circonda la stella EZ Canis Majoris, una stella di Wolf-Rayet, un raro tipo di stella molto massiccia, oltre venti volte la massa del Sole, e molto calda che emette venti solari molto forti. Stella e nebulosa sono strettamente collegate perché i fortissimi venti solari spingono verso l’esterno notevoli quantità di idrogeno ionizzato che formano una sorta di bolla temporanea attorno ad essa.

Il sistema di Fomalhaut visto da ALMA e Hubble (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), M. MacGregor; NASA/ESA Hubble, P. Kalas; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF))

Due articoli in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrivono due studi riguardanti l’anello di detriti che circonda la stella Fomalhaut. Un team internazionale di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per ottenere la prima immagine completa di quei detriti, che probabilmente sono il prodotto di una serie di collisioni tra comete vicino ai bordi esterni di quel sistema solare. Sono stati anche rilevati monossido di carbonio e anidride carbonica in abbondanza.

Valli marziane scavate dalla pioggia (Immagine cortesia Elsevier)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive una ricerca sulle precipitazioni avvenute quando il pianeta Marte era giovane. I geologi Robert Craddock della Smithsonian Institution e Ralph Lorenz del Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory hanno mostrato come i cambiamenti avvenuti nell’atmosfera marziana hanno provocato un aumento delle precipitazioni, che ebbero effetti sulla superficie del pianeta simili a quelli che vediamo sulla Terra.

2007 OR10 e la sua luna (Immagine NASA, ESA, C. Kiss (Konkoly Observatory), and J. Stansberry (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive la scoperta di una luna dell’oggetto transnettuniano 2007 OR10. Si tratta molto probabilmente di un pianeta nano ancora poco conosciuto perché al momento è distante dal Sole circa 87 volte la Terra. Un team di astronomi guidato da Csaba Kiss, del Konkoly Observatory di Budapest ha analizzato immagini dell’archivio del telescopio spaziale Hubble scovando due immagini della luna di 2007 OR10.

Immagine composita della Nebulosa del Granchio (Immagine NASA, ESA, G. Dubner (IAFE, CONICET-University of Buenos Aires) et al.; A. Loll et al.; T. Temim et al.; F. Seward et al.; VLA/NRAO/AUI/NSF; Chandra/CXC; Spitzer/JPL-Caltech; XMM-Newton/ESA; and Hubble/STScI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una nuova ricerca sulla nebulosa del Granchio basata su immagini che abbracciano un’ampia parte dello spettro elettromagnetico perché assemblate mettendo assieme immagini a lunghezze d’onda molto diverse. Questi resti di una supernova sono stati immortalati da ben cinque telescopi: il radiotelescopio VLA (onde radio) in rosso, i telescopi spaziali Spitzer (infrarossi) in giallo, Hubble (visibile) in verde, XMM-Newton (ultravioletti) in blu e Chandra (raggi X) in viola.