Massimo Luciani

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Emissioni rilevate in WISE1029 (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Toba et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sui flussi di gas provenienti dal centro di una galassia attiva. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per cercare di osservare deflussi di gas fortemente ionizzato causati dal buco nero supermassiccio al centro di una galassia oscurata da polvere conosciuta come WISE1029+0501 o semplicemente WISE1029 ottenendo risultati sorprendenti. Hanno infatti rilevato la “firma” di monossido di carbonio associato al disco galattico ma hanno anche scoperto che il gas di monossido di carbonio nella galassia non è influenzato dal deflusso di quello fortemente ionizzato lanciato dal centro galattico, contraddicendo i modelli che sembravano più plausibili.

L'ipernova DES16C2nm nel cerchietto (Immagine M. Smith / DES Collaboration)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la conferma che la supernova DES16C2nm è la più lontana mai scoperta. Un team di astronomi guidati dall’Università di Southampton ha usato dati raccolti dall’indagine Dark Energy Survey (DES) e da vari telescopi per studiarla e classificarla come supernova superluminosa o ipernova, il tipo più brillante e raro di supernove. La distanza della stella esplosa è stata stimata in circa 10,5 miliardi di anni luce dalla Terra.

Una parte della Perseverance Valley (Immagine NASA/JPL-Caltech)

La NASA ha pubblicato nuove fotografie scattate dal suo venerabile Mars Rover Opportunity, che dopo 14 anni terrestri e 5,000 Sol (giorni marziani) continua la sua missione scientifica sul pianeta Marte. Nell’antica valle chiamata Perseverance Valley ha trovato un terreno con una struttura che ricorda certe strisce di pietra molto particolari su alcuni pendii montuosi sulla Terra. Queste formazioni possono essere create da cicli di congelamento e scongelamento del suolo umido oppure al vento, a trasporto in discesa o ad altri processi.

Buchi neri supermassicci nel Chandra Deep Field South (Immagine NASA/CXC/Penn. State/G. Yang et al and NASA/CXC/ICE/M. Mezcua et al.; Optical: NASA/STScI; Illustration: NASA/CXC/A. Jubett)

Due articoli in fase di pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrivono due ricerche sulla connessione tra lo sviluppo dei buchi neri supermassicci e le galassie che li ospitano. Due team distinti hanno utilizzato osservazioni raccolte dall’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA e altri telescopi concludendo che i buchi neri supermassicci crescono più rapidamente di quanto nuove stelle si formino nelle galassie che li ospitano. Ciò contraddice modelli precedenti che suggerivano una crescita proporzionale alla formazione stellare nelle galassie.

Il nucleo galattico attivo di M77 e ilgas in movimento nel riquadro (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Imanishi et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letter” descrive la migliore osservazione mai effettuata di un anello di gas e polvere che circonda un buco nero supermassiccio. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per osservare il nucleo galattico attivo della galassia a spirale M77 che emette le intense radiazioni elettromagnetiche rilevate. Si tratta della prova definitiva di quello che era stato proposto inizialmente come un concetto teorico per il quale sono state raccolte nel tempo prove sempre più chiare fino a quella presentata in questa ricerca.