Massimo Luciani

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Il disco solare visto da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))

Sono state pubblicate le prime immagini del Sole generate da osservazioni effettuate utilizzando il radiotelescopio ALMA. Si tratta della prima volta che il più grande radiotelescopio del mondo è stato utilizzato in questo modo e ciò rappresenta l’inizio di un’importante espansione dell’utilizzo di ALMA. I primi risultati sono dettagli della cromosfera del Sole come una macchia solare grande il doppio della Terra.

Gli elementi della vita

Al 229° Meeting della American Astronomical Society tenuto nei giorni scorsi, astronomi del progetto SDSS/APOGEE hanno annunciato i risultati di uno studio che ha riguardato oltre 150.000 stelle della Via Lattea. Ogni stella è stata analizzata per determinare la quantità di quasi due dozzine di elementi chimici, inclusi carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, fosforo e zolfo, quelli che formano i mattoni della vita.

La galassia RX J1140.1+0307 (Foto ESA/Hubble & NASA. Acknowledgement: Judy Schmidt)

Una fotografia scattata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia RX J1140.1+0307 e apparentemente si tratta di una galassia a spirale come ce ne sono davvero tante, inclusa la Via Lattea. Tuttavia, normalmente queste galassie hanno al loro centro un buco nero supermassiccio, invece RX J1140.1+0307 ne ha uno più piccolo, un buco nero di massa intermedia. Si tratta di un’anomalia alla quale gli astronomi stanno cercando una spiegazione.

Mimas (Foto NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

La NASA ha pubblicato una nuova fotografia scattata dalla sonda spaziale Cassini di Mimas, una delle lune di Saturno, che fornisce un’eccellente vista in prospettiva della montagna al centro del cratere Herschel, che non è enorme in assoluto ma ha un diametro che è quasi un terzo di quello di Mimas. La montagna è alta anche per gli standard terrestri con almeno 6 chilometri di altezza sopra il fondo del cratere e spicca ancor di più sulla piccola luna.

Plutone e Caronte (Immagine NASA-JHUAPL-SwRI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive una ricerca su Caronte, la luna principale del pianeta nano Plutone, e su un aspetto della relazione tra i due. Un team di ricercatori del Georgia Institute of Technology ha compiuto una serie di simulazioni al computer che indicano che il passaggio di Caronte tra Plutone e il Sole rallenta la perdita di atmosfera da parte del pianeta nano. Le previsioni fatte sono coerenti con i dati raccolti dalla sonda spaziale New Horizons della NASA.