Buchi neri

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La galassia nel cuore dell'Ammasso della Fenice con i getti in direzioni opposte (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO) H.Russell, et al.; NASA/ESA Hubble; NASA/CXC/MIT/M.McDonald et al.; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive una ricerca che mostra un collegamento tra un buco nero supermassiccio e la galassia che lo ospita. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare una galassia nel cuore dell’Ammasso della Fenice la quale ha al suo centro un buco nero supermassiccio che emette getti di radiazioni elettromagnetiche che stanno stimolando la nascita di nuove stelle.

La galassia RX J1140.1+0307 (Foto ESA/Hubble & NASA. Acknowledgement: Judy Schmidt)

Una fotografia scattata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia RX J1140.1+0307 e apparentemente si tratta di una galassia a spirale come ce ne sono davvero tante, inclusa la Via Lattea. Tuttavia, normalmente queste galassie hanno al loro centro un buco nero supermassiccio, invece RX J1140.1+0307 ne ha uno più piccolo, un buco nero di massa intermedia. Si tratta di un’anomalia alla quale gli astronomi stanno cercando una spiegazione.

NGC 1448 in un'immagine che combina dati ottici dall'indagine Carnegie-Irvine Galaxy e ai raggi X da NuSTAR (Immagine NASA/JPL-Caltech/Carnegie-Irvine Galaxy Survey)

Al meeting dell’American Astronomical Society sono stati presentati i risultati dello studio delle galassie NGC 1448 e IC 3639 che ha portato all’identificazione dei buchi neri supermassicci al loro centro. Un team di ricercatori ha utilizzato il telescopio spaziale NuSTAR della NASA per rilevare le emissioni di raggi X ad alta energia provenienti da essi e vedere oltre le polveri e gas che nascondevano quelle aree.

La regione attorno a Sagittarius A* (Immagine X-ray: NASA/UMass/D.Wang et al., IR: NASA/STScI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” descrive una ricerca su Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Un team di scienziati dell’Università di Princeton e del Princeton Plasma Physics Laboratory (PPPL) del Dipartimento dell’Energia americano hanno sviluppato un nuovo metodo per creare un modello del disco di accrescimento che alimenta Sagittarius A*.

Concetto artistico di una stella che si avvicina a un buco nero supermassiccio (Immagine ESO, ESA/Hubble, M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca su ASASSN-15lh, che era stata classificata come supernova superluminosa dopo che era stata scoperta nel 2015. Un team internazionale guidato da Giorgos Leloudas del Weizmann Institute of Science, Israele, e del Dark Cosmology Centre, Danimarca, ha esaminato osservazioni effettuate con vari telescopi concludendo che in realtà si è trattato di una stella distrutta da un buco nero supermassiccio.