Buchi neri

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Emissioni rilevate in WISE1029 (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Toba et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sui flussi di gas provenienti dal centro di una galassia attiva. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per cercare di osservare deflussi di gas fortemente ionizzato causati dal buco nero supermassiccio al centro di una galassia oscurata da polvere conosciuta come WISE1029+0501 o semplicemente WISE1029 ottenendo risultati sorprendenti. Hanno infatti rilevato la “firma” di monossido di carbonio associato al disco galattico ma hanno anche scoperto che il gas di monossido di carbonio nella galassia non è influenzato dal deflusso di quello fortemente ionizzato lanciato dal centro galattico, contraddicendo i modelli che sembravano più plausibili.

Buchi neri supermassicci nel Chandra Deep Field South (Immagine NASA/CXC/Penn. State/G. Yang et al and NASA/CXC/ICE/M. Mezcua et al.; Optical: NASA/STScI; Illustration: NASA/CXC/A. Jubett)

Due articoli in fase di pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrivono due ricerche sulla connessione tra lo sviluppo dei buchi neri supermassicci e le galassie che li ospitano. Due team distinti hanno utilizzato osservazioni raccolte dall’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA e altri telescopi concludendo che i buchi neri supermassicci crescono più rapidamente di quanto nuove stelle si formino nelle galassie che li ospitano. Ciò contraddice modelli precedenti che suggerivano una crescita proporzionale alla formazione stellare nelle galassie.

Il nucleo galattico attivo di M77 e ilgas in movimento nel riquadro (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Imanishi et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letter” descrive la migliore osservazione mai effettuata di un anello di gas e polvere che circonda un buco nero supermassiccio. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per osservare il nucleo galattico attivo della galassia a spirale M77 che emette le intense radiazioni elettromagnetiche rilevate. Si tratta della prova definitiva di quello che era stato proposto inizialmente come un concetto teorico per il quale sono state raccolte nel tempo prove sempre più chiare fino a quella presentata in questa ricerca.

Concetto artistico di venti attorno a un buco nero che ruba materiali a una compagna (Immagine cortesia NASA/Swift/A. Simonnet, Sonoma State University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive lo studio di 12 sistemi binari con emissioni di raggi X e la presenza di un buco nero. Un team di ricercatori ha trovato le prove della presenza continua di forti venti che circondano i buchi neri studiati nel corso della durata di emissioni molto intense. Questa ricerca offre nuove informazioni sul modo in cui la massa si trasferisce verso i buchi neri e sull’influenza che i buchi neri hanno sull’ambiente che li circonda.

Le galassie SDSS J1354+1327 e SDSS J1354+1328 (Immagine NASA , ESA, and J. Comerford (University of Colorado-Boulder))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive l’osservazione di due eventi consistenti in un buco nero supermassiccio che ha ingoiato grandi quantità di gas per poi emetterne una parte sotto forma di getti ad altissima energia. Un team di astronomi guidati da Julie Comerford dell’Università del Colorado a Boulder ha usato osservazioni compiute con vari telescopi per catturare quest’attività ripetuta al centro di una galassia conosciuta come SDSS J1354+1327 o semplicemente J1354.