Buchi neri

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Chandra Deep Field-South e illustrazione di un buco nero supermassiccio (Immagine X-ray: NASA/CXC/Univ. of Rome/E.Pezzulli et al. Illustration: NASA/CXC/M.Weiss)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sui meccanismi di crescita dei buchi neri supermassicci. Un team di sei ricercatrici italiane guidato da Edwige Pezzulli, dottoranda dell’Inaf di Roma, propone un modello che prevede che questi oggetti possano raggiungere masse anche miliardi di volte quella del Sole non con una crescita continua ma con periodici “pasti” molto rapidi durante i quali inghiottono enormi quantità di materia.

L'area in cui c'era la stella N6946-BH1 prima e dopo la sua scomparsa (Immagine NASA/ESA/C. Kochanek (OSU))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta di una stella massiccia chiamata N6946-BH1 che è collassata e sembra aver formato un buco nero direttamente, senza esplodere in una supernova. Un team di astronomi guidato da Christopher Kochanek ha utilizzato il Large Binocular Telescope (LBT) in Arizona e i telescopi spaziali Hubble e Spitzer della NASA per osservare per la prima volta questo fenomeno, che potrebbe spiegare perché ci sono meno supernove del previsto.

La diversa attività di un buco nero supermassiccio in una situazione normale e verso la fine di una fusione galattica (Immagine National Astronomical Observatory of Japan)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive gli effetti che una fusione tra due galassie può avere su un buco nero supermassiccio al centro di una galassia coinvolta in quel processo. Un team di ricercatori guidati da Claudio Ricci ha usato in particolare il telescopio spaziale NuSTAR della NASA per studiare come negli ultimi stadi della fusione galattica molti gas e polveri ricadano verso un buco nero avvolgendolo e generando un nucleo galattico attivo.

La galassia Was 49 (Immagine DCT/NRL)

Una fusione galattica osservata con il telescopio spaziale NuSTAR della NASA ha fornito risultati sorprendenti. La galassia chiamata Was 49 si sta formando dalla fusione di una grande galassia a disco chiamata Was 49a e una galassia nana chiamata Was 49b. I ricercatori sono rimasti sorpresi quando si sono resi conto che il buco nero supermassiccio al centro della galassia nana era molto più grande e potente del previsto, andando contro i modelli correnti riguardo alle fusioni galattiche.

Il quasar 3C 186 e la sua galassia (Immagine NASA, ESA, and M. Chiaberge (STScI and JHU))

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta di un buco nero supermassiccio spinto fuori dal nucleo della propria galassia. Un team di astronomi guidato da Marco Chiaberge dello Space Telescope Science Institute negli USA ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble per osservare il quasar 3C 186 in cui avveniva quel fenomeno. Un altro elemento interessante è che il moto del buco nero potrebbe essere stato accelerato da onde gravitazionali.