Cosmologia

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L'ammasso galattico RX J1347.5-1145 (immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/T. Kitayama (Toho University, Japan)/ESA/Hubble & NASA)

Il radiotelescopio ALMA è stato utilizzato per la prima volta per misurare l’Effetto Sunyaev-Zel’dovich termico puntandolo sull’ammasso galattico RX J1347.5-1145, distante circa 5 miliardi di anni luce dalla Terra. Quest’effetto è dovuto ai fotoni della radiazioni cosmica di fondo che interagiscono con elettroni ad alte energie a causa della loro temperatura. Si tratta di misurazioni utili a ottenere informazioni sulla posizione e distribuzione di densi ammassi galattici come quello studiato in questo caso.

La quasar HE0435-1223 con quattro immagini creati dalal lente gravitazionale (Immagine ESA/Hubble, NASA, Suyu et al.)

Una serie di articoli che verranno pubblicati sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive vari aspetti di un nuovo calcolo della costante di Hubble, il valore che indica il tasso di espansione dell’universo. Un team della collaborazione H0LiCOW hanno utilizzato il telescopio spaziale Hubble e altri telescopi per misurare la costante di Hubble sfruttando l’effetto di lente gravitazionale di 5 galassie.

Gruppo di galassie nane (Immagine cortesia Sloan Digital Sky Survey)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la scoperta di sette gruppi di galassie nane che mostrano le condizioni adatte a cominciare processi di fusione che le porterà a formare galassie come la Via Lattea. Un team di ricercatori guidati da Sabrina Stierwalt del National Radio Astronomy Observatory (NRAO) ha identificato i sette gruppi partendo dai dati dell’indagine TiNy Titans (TNT) per poi compiere studi specifici.

Una vista d'insieme della nube molecolare di Orione A (Immagine ESO/VISION survey)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la vista più dettagliata della nube molecolare chiamata Orione A, una delle due gigantesche nubi molecolari nel complesso nebuloso molecolare di Orione. Un team di ricercatori l’ha creata mettendo assieme immagini agli infrarossi ottenute dall’indagine VISION (Vienna Survey in Orion) con il telescopio VISTA dell’ESO rivelando molte giovani stelle e altri oggetti in genere nascosti all’interno delle nubi di polvere.

Filamenti interstellari nell'area di Polaris (Immagine ESA and the SPIRE & PACS consortia, Ph. André (CEA Saclay) for the Gould’s Belt Survey Key Programme Consortium, and A. Abergel (IAS Orsay) for the Evolution of Interstellar Dust Key Programme Consortium)

L’ESA ha pubblicato una nuova immagine della rete di filamenti interstellari visti dal telescopio spaziale Herschel nell’area di spazio attorno a Polaris, la stella polare, che in realtà è un sistema multiplo. Conosciuta per questo motivo anche come Polaris Flare, si tratta di una nube interstellare in cui si sono formati filamenti in cui ci sono gas e polveri visibili soprattutto agli infrarossi.