Cosmologia

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I 5 telescopi di H.E.S.S. (Foto H.E.S.S., MPIK/Christian Foehr)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” descrive una nuova interpretazione di osservazioni effettuate con il telescopio spaziale per i raggi gamma Fermi della NASA e l’osservatorio High Energy Stereoscopic System (H.E.S.S.) in Namibia. Secondo un team di ricercatori italiani guidati da Daniele Gaggero dell’Università di Amsterdam, al centro della Via Lattea c’è una sorta di trappola che vi concentra alcuni tra i raggi cosmici di più elevata energia, tra le particelle più rapide della galassia.

I resti di SN 1987A visti da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); R. Indebetouw; NASA/ESA Hubble)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” e uno sulla rivista “Astrophysical Journal Letters”, descrivono aspetti diversi di una ricerca sulla supernova 1987A (SN 1987A). Vari ricercatori hanno usato il radiotelescopio ALMA scoprendo per la prima volta una serie di molecole tra i resti di una supernova. Ciò ha permesso di creare una mappa tridimensionale di quella che è stata definita una fabbrica di polvere e di trovare indizi anche sulla nascita delle stelle.

Ammasso galattico fotografato nell'indagine HSC-SSP (Immagine Credit: NAOJ/HSC Project)

Alla fine di febbraio i primi dati dalla Hyper Suprime-Cam Subaru Strategic Program (HSC-SSP) sono stati rilasciati al pubblico. Si tratta di una sorta di censimento cosmico creato utilizzando una grossa macchina fotografica digitale installate sul telescopio Subaru. Il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) ha sviluppato un database dedicato e un’interfaccia per poter utilizzare la montagna di dati raccolti. Una speranza è di essere più vicini a capire quale sarà il destino dell’universo.

Concetto artistico della galassia A2744_YD4 (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo che verrà pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sulla galassia A2744_YD4, la più lontana osservata con il radiotelescopio ALMA. Un team di astronomi guidato da Nicolas Laporte dell’University College di Londra ha usato anche lo strumento X-shooter sul VLT dell’ESO per confermare che noi stiamo vedendo A2744_YD4 com’era circa seicento milioni di anni dopo il Big Bang. La cosa più interessante è la rilevazione di polvere che indica che c’erano già state varie supernove.

Disco protoplanetario con la trappola di polvere indicata come un anello brillante (Immagine Jean-Francois Gonzalez)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca che offre una spiegazione a uno degli ultimi misteri esistenti riguardo alla formazione dei pianeti. Un team internazionale di ricercatori ha condotto una serie di simulazioni che mostrano che nel disco protoplanetario che ruota attorno a una giovane stella si formano trappole di polvere che accelerano l’aggregazione di frammenti delle dimensioni di sassi nei blocchi da cui nascono i pianeti.