Cosmologia

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La galassia NGC 4993 vista da vari telescopi dell'ESO (Immagine VLT/VIMOS. VLT/MUSE, MPG/ESO 2.2-metre telescope/GROND, VISTA/VIRCAM, VST/OmegaCAM)

Ieri ESO e collaborazione LIGO/VIRGO hanno tenuto una conferenza stampa per presentare i risultati di una complessa ricerca che ha portato alla scoperta della fusione di due stelle di neutroni osservata sia nell’emissione di onde elettromagnetiche che di onde gravitazionali. Questi risultati sono stati raccolti in una serie di articoli che sono stati pubblicati o verranno pubblicati sulle riviste “Nature”, “Nature Astronomy”, “Astrophysical Journal Letters” e “Physical Review Letters”.

Mappa del flusso di raggi cosmici (Immagine cortesia Collaborazione Pierre Auger)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca sulla distribuzione della direzione dell’arrivo dei raggi cosmici. La collaborazione Pierre Auger ha usato dati raccolti dall’Osservatorio Pierre Auger, in Argentina, il più grande mai costruito per rilevare i raggi cosmici, per trovare le prove che i raggi cosmici ad alta energia provengono dall’esterno della Via Lattea.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca che ha rivelato una sorpresa nell’origine delle radiazioni elettromagnetiche provenienti dalla nebulosa del Granchio che può influenzare le ricerche sui raggi cosmici. Federico Fraschetti dell’Università dell’Arizona, negli USA, e Martin Pohl dell’Università di Potsdam, in Germania, ritengono che il modello creato da Enrico Fermi nel 1949 vada parzialmente rivisto perché quelle radiazioni vengono prodotte in un modo diverso da quello che pensavano.

La mappa della collaborazione Dark Energy Survey (Immagine Chihway Chang/Kavli Institute for Cosmological Physics at the University of Chicago/DES Collaboration)

La collaborazione Dark Energy Survey (DES) ha presentato al meeting dell’American Physical Society Division of Particles and Fields al Fermilab una mappa della materia oscura creata usando misurazione di lenti gravitazionali di 26 milioni di galassie. Questi risultati mostrano la composizione dell’universo recente e sono molto vicini alle previsioni basate sulla mappa creata grazie alle misurazioni riguardanti l’universo primordiale del satellite Planck Surveyor dell’ESA.

I 5 telescopi di H.E.S.S. (Foto H.E.S.S., MPIK/Christian Foehr)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” descrive una nuova interpretazione di osservazioni effettuate con il telescopio spaziale per i raggi gamma Fermi della NASA e l’osservatorio High Energy Stereoscopic System (H.E.S.S.) in Namibia. Secondo un team di ricercatori italiani guidati da Daniele Gaggero dell’Università di Amsterdam, al centro della Via Lattea c’è una sorta di trappola che vi concentra alcuni tra i raggi cosmici di più elevata energia, tra le particelle più rapide della galassia.