Cosmologia

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Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca che ha rivelato una sorpresa nell’origine delle radiazioni elettromagnetiche provenienti dalla nebulosa del Granchio che può influenzare le ricerche sui raggi cosmici. Federico Fraschetti dell’Università dell’Arizona, negli USA, e Martin Pohl dell’Università di Potsdam, in Germania, ritengono che il modello creato da Enrico Fermi nel 1949 vada parzialmente rivisto perché quelle radiazioni vengono prodotte in un modo diverso da quello che pensavano.

La mappa della collaborazione Dark Energy Survey (Immagine Chihway Chang/Kavli Institute for Cosmological Physics at the University of Chicago/DES Collaboration)

La collaborazione Dark Energy Survey (DES) ha presentato al meeting dell’American Physical Society Division of Particles and Fields al Fermilab una mappa della materia oscura creata usando misurazione di lenti gravitazionali di 26 milioni di galassie. Questi risultati mostrano la composizione dell’universo recente e sono molto vicini alle previsioni basate sulla mappa creata grazie alle misurazioni riguardanti l’universo primordiale del satellite Planck Surveyor dell’ESA.

I 5 telescopi di H.E.S.S. (Foto H.E.S.S., MPIK/Christian Foehr)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” descrive una nuova interpretazione di osservazioni effettuate con il telescopio spaziale per i raggi gamma Fermi della NASA e l’osservatorio High Energy Stereoscopic System (H.E.S.S.) in Namibia. Secondo un team di ricercatori italiani guidati da Daniele Gaggero dell’Università di Amsterdam, al centro della Via Lattea c’è una sorta di trappola che vi concentra alcuni tra i raggi cosmici di più elevata energia, tra le particelle più rapide della galassia.

I resti di SN 1987A visti da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); R. Indebetouw; NASA/ESA Hubble)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” e uno sulla rivista “Astrophysical Journal Letters”, descrivono aspetti diversi di una ricerca sulla supernova 1987A (SN 1987A). Vari ricercatori hanno usato il radiotelescopio ALMA scoprendo per la prima volta una serie di molecole tra i resti di una supernova. Ciò ha permesso di creare una mappa tridimensionale di quella che è stata definita una fabbrica di polvere e di trovare indizi anche sulla nascita delle stelle.

Ammasso galattico fotografato nell'indagine HSC-SSP (Immagine Credit: NAOJ/HSC Project)

Alla fine di febbraio i primi dati dalla Hyper Suprime-Cam Subaru Strategic Program (HSC-SSP) sono stati rilasciati al pubblico. Si tratta di una sorta di censimento cosmico creato utilizzando una grossa macchina fotografica digitale installate sul telescopio Subaru. Il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) ha sviluppato un database dedicato e un’interfaccia per poter utilizzare la montagna di dati raccolti. Una speranza è di essere più vicini a capire quale sarà il destino dell’universo.