February 2023

Il cargo spaziale Progress MS-22 è decolla su un razzo Soyuz-2.1a (Immagine NASA TV)

Poche ore fa la navicella spaziale Progress MS-22 è decollata su un razzo vettore Soyuz-2.1a dal cosmodromo kazako di Baikonur. Dopo circa nove minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Il cargo spaziale ha iniziato la missione di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale indicata anche come Progress 83 o 83P. In questa missione, la rotta utilizzata è quella che richiede circa due giorni di viaggio.

Un confronto tra il sistema di Wolf 1069, quello di Proxima Centauri e quello di TRAPPIST-1

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta l’identificazione dell’esopianeta Wolf 1069 b, che ha una massa vicina a quella della Terra e orbita nella zona abitabile del suo sistema stellare. Un team di ricercatori guidato da Diana Kossakowski del Max Planck Institute for Astronomy ha usato il doppio spettrografo CARMENES montato sul telescopio da 3.5 metri dell’Osservatorio di Calar Alto, in Spagna, per individuare le tracce di Wolf 1069 b tramite il metodo delle velocità radiali. Questo esopianeta è in rotazione sincrona con la sua stella e ciò costituisce un problema per l’abitabilità ma la sua stella non ha potenti brillamenti. Queste caratteristiche rendono Wolf 1069 b un interessante oggetto di studi.

La galassia LEDA 2046648 assieme a molte stelle e soprattutto galassie viste dal telescopio spaziale James Webb

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale James Webb ritrae la galassia LEDA 2046648 immersa in un vasto gruppo di altre galassie più o meno lontane. Molte galassie a spirale sono distinguibili ed è normale dato che si tratta del tipo più comune. Lo strumento NIRCam ha catturato molti dettagli di LEDA 2046648 nonostante sia distante oltre un miliardo di anni luce dalla Terra ma le prestazioni di Webb non sono più sorprendenti. L’osservazione che ha generato quest’immagine è tra quelle usate per calibrare lo strumento NIRISS, che nella seconda metà del gennaio 2023 è stato fuori uso per un paio di settimane ma ora ha ripreso a trasmettere normalmente i dati raccolti.

Concetto artistico di eruzione su una magnetar (Immagine NASA Goddard Space Flight Center)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta una spiegazione per il brusco rallentamento della rotazione della magnetar catalogata come SGR 1935+2154 e la sua attribuzione a una sorta di vulcano che ha espulso una specie di vento nello spazio. Un team di ricercatori ha usato dati rilevati ai raggi X dal telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA e dello strumento NICER della NASA per analizzare i cambiamenti avvenuti nella magnetar. La loro conclusione è che l’attività dello pseudo-vulcano ha alterato il campo magnetico della magnetar, rallentandone la rotazione, ciò che in gergo è chiamato anti-glitch. Ciò ha portato all’inizio delle emissioni di onde radio sucessivamente rilevate dal radiotelescopio cinese FAST.