
L’ESA ha pubblicato nuove fotografie di Noctis Labyrinthus (labirinto della notte), scattate dalla sonda spaziale Mars Express il 15 luglio 2015. Si tratta di una catena montuosa nel lato occidentale delle Valles Marineris, un enorme complesso di canyon sul pianeta Marte, vicina al suo equatore. Le sue commplesse strutture sono state generate dalla rottura della crosta della regione di Tharsis, che ha provocato profonde fratture.
In passato c’è stata un’intensa attività geologica nella regione di Tharsis, dove c’è anche il Monte Olympus, il più grande vulcano del sistema solare. Anche altri grandi vulcani nella zona hanno contribuito a una notevole attività che ha avuto forti conseguenze sulla crosta planetaria di una vasta area, provocando fratture e rigonfiamenti. Il risultato è una notevole complessità morfologica con le vallate tettoniche chiamate in gergo graben, dune e altro ancora a formare un labirinto.
Questa rete di elementi geologici si estende per circa 1.200 chilometri, un’estensione notevole eppure sembra piccola rispetto agli enormi canyon delle Valles Marineris. Le osservazioni della sonda spaziale Mars Express si sono concentrate su una parte relativamente piccola di Noctis Labyrinthus larga circa 120 chilometri.
Anche il vento ha dato il suo contribuito alla creazione della complessità di questa regione. In alcune zone i pendii sembrano essere coperti da massicci depositi formati dai venti. Osservando l’allineamento di certe creste, gli scienziati hanno dedotto che in quelle zone la sabbia è stata trasportata lungo i pendii mentre in altre aree c’è stato un trasporto a monte della sabbia delle dune.
Queste strutture generate dal vento non sono più attive e ciò si vede da alcune loro caratteristiche. Esse sono rivestite in maniera uniforme di polvere rossa marziana mentre le dune attive sarebbero di un grigio scuro per la presenza di vecchia polvere vulcanica. Anche la presenza di crateri da impatto mostra la loro età perché se le dune fossero attive la sabbia riempirebbe rapidamente i crateri. La quantità e la dimensione dei crateri può essere misurata per determinare l’età delle dune e quelli nell’area indicano che sono relativamente giovani.
Questo studio di Noctis Labyrinthus è una continuazione delle ricerche che riguardano l’enorme area attorno alle Valles Marineris. L’anno scorso, l’analisi di zone come quella chiamata Aurorae Chaos serviva soprattutto a ricostruire la storia della presenza di acqua su Marte. Stavolta l’interesse è più concentrato su attività geologiche come terremoti e vulcanismo ma alla fine lo scopo è sempre quello di conoscere meglio la storia del pianeta rosso e le sue trasformazioni geologiche e anche ecologiche.
