
Un articolo pubblicato su “Astrophysical Journal Letters” descrive una nuova analisi dei dati raccolti dalla sonda spaziale Voyager 1 della NASA per capire perché certe rilevazioni fossero anomale. La Voyager 1 è entrata nello spazio interstellare nel 2012 ma i dati poco chiari avevano sollevato discussioni. Dopo circa un anno, la NASA aveva confermato l’evento ma certe caratteristiche inattese dell’area di confine del sistema solare richiedevano altri studi.
Nathan Schwadron dell’Università del New Hampshire a Durham ha guidato un team di ricercatori che hanno trovato forti prove che la sonda spaziale Voyager 1 è in una regione dove il campo magnetico viene deviato dal vento solare. Secondo il loro studio, entro circa 10 anni la Voyager 1 raggiungerà una regione di spazio “pulita” dove quest’influenza del vento solare cesserà.
Entrare nello spazio interstellare significa lasciare l’eliosfera, che è l’area dello spazio in cui il vento solare fa sentire la sua influenza. Le analisi effettuate negli anni scorsi avevano convinto gli scienziati della NASA che la Voyager 1 aveva attraversato il confine, eppure c’erano ancora alcuni conti che non tornavano. In particolare, la direzione del campo magnetico interstellare locale non era quella che ci si aspettava.
Secondo questa nuova ricerca, l’anomalia è dovuta al fatto che la sonda spaziale Voyager 1 è in un campo magnetico distorto appena all’esterno dell’eliopausa, il confine tra il vento solare e lo spazio interstellare. Nathan Schwadron ha fatto un paragone con un elastico attorno a un pallone che può essere tirato.
Un aiuto a questa ricerca è arrivato dalla scoperta di un “nastro” di atomi neutri energetici da parte della sonda spaziale IBEX (Interstellar Boundary Explorer) della NASA, che ha proprio lo scopo di studiare quell’area. Secondo gli scienziati, questo nastro viene prodotto da un flusso di atomi di idrogeno neutri provenienti dal vento solare che vengono rionizzati nello spazio interstellare e catturano elettroni per ridiventare neutri.
Varie analisi dei dati raccolti conferma che la direzione del campo magnetico al centro del nastro scoperto da IBEX è la stessa di quella dello spazio interstellare pulito. In sostanza, con l’aumentare della distanza dall’eliosfera il campo magnetico cambia orientamento.
Dobbiamo sperare che la sonda spaziale Voyager 1 continui a funzionare e ci possa quindi inviare i dati relativi a quest’area di confine. Si tratta letteralmente dell’ultima frontiera per un veicolo costruito dagli esseri umani perciò tutti i dati raccolti sono una novità e possono riservare altre sorprese. Nei prossimi anni, anche la Voyager 2, che ha una traiettoria diversa, dovrebbe raggiungere lo spazio interstellare ed effettuare ulteriori rilevazioni.
