La scoperta di nuove galassie aiuta a capire il mistero del Grande Attrattore

Panoramica della distribuzione delle galassie nel superammasso locale (Immagine IPAC/Caltech, by Thomas Jarrett)
Panoramica della distribuzione delle galassie nel superammasso locale (Immagine IPAC/Caltech, by Thomas Jarrett)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomical Journal” descrive una ricerca che offre una spiegazione almeno parziale per il fenomeno cosmico chiamato Grande Attrattore. Un team internazionale ha utilizzato il radiotelescopio australiano Parkes da 64 metri per effettuare osservazioni attraverso la zona d’ombra galattica, un’area di spazio schermata dalla Via Lattea stessa con le sue stelle e le nubi di polvere. In questo modo i ricercatori hanno scoperto centinaia di galassie finora sconosciute, un progresso nella spiegazione dell’anomalia gravitazionale.

Il Grande Attrattore si trova al centro del superammasso galattico chiamato Laniakea, di cui fa parte anche la Via Lattea. Negli anni ’70 il progresso degli strumenti astronomici permise di scoprire un’anomalia gravitazionale rispetto a un’espansione omogenea dell’universo. Negli anni ’80 gli astronomi riuscirono a stimare la sua distanza tra i 150 e i 250 milioni di anni luce dalla Terra. La stima attuale è di 250 milioni di anni luce.

Lo studio di questo fenomeno gravitazionale è sempre stato ostacolato dal fatto che la direzione di osservazione è vicina al piano galattico della Via Lattea, con la conseguenza che ci sono di mezzo stelle, polveri e gas. Varie ipotesi sono state proposte nel corso dei decenni ma ogni verifica era fallita. Per decenni l’esistenza del Grande Attrattore è stata confermata solo dall’attrazione gravitazionale rilevata sulle galassie del superammasso Laniakea ma ora le cose potrebbero cambiare radicalmente.

Il team ha utilizzato un radiotelescopio di 64 metri di diametro, soprannominato the Dish o the Big Dish dell’osservatorio di Parkes (Parkes Observatory) nel Nuovo Galles del Sud, in Australia, gestito dal Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO). Si tratta di un vecchio telescopio che è stato aggiornato nel tempo e ora è abbastanza sensibile per riuscire a vedere oltre gli ostacoli presenti nella Via Lattea e a mappare l’area che prima era quasi impossibile studiare.

Il risultato è che il team guidato da Lister Staveley-Smith dell’ICRAR (International Centre for Radio Astronomy Research) ha potuto osservare 883 galassie delle quali un terzo era sconosciuto. Ad esempio, hanno scoperto tre concentrazioni di galassie (chiamate per ora NW1, NW2 e NW3) e due nuovi ammassi galattici (per ora chiamati CW1 e CW2).

Lister Staveley-Smith ha espresso prudenza riguardo ai risultati della ricerca affermando che ancora non sappiamo cosa provochi l’accelerazione gravitazionale della Via Lattea. La scoperta di ammassi galattici rappresenta una spiegazione almeno parziale e un notevole passo in avanti nella ricerca sul mistero del Grande Attrattore.

Solo le osservazioni alle frequenze radio effettuate con uno strumento molto sensibile sono riuscite a fornire informazioni utili a capire meglio questo fenomeno. È un risultato promettente anche pensando che fra qualche anno l’enorme radiotelescopio SKA (Square Kilometre Array) entrerà in funzione. Il Grande Attrattore sarà certamente uno degli obiettivi di nuove ricerche.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *