October 2017

Illustrazion di una nube di polvere attorno alla stella di Tabby (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca che offre una spiegazione ai tanti rapidi cambi di luminosità notati nella stella di Tabby negli ultimi anni. Un team di ricercatori coordinati dall’Università dell’Arizona ha utilizzato dati raccolti dai telescopi spaziali Spitzer e Swift della NASA e dall’osservatorio belga AstroLAB IRIS concludendo che questo fenomeno è causato da una densa nube di polvere che orbita attorno alla stella.

Una delle possibili coppie di buchi neri supermassicci

Due articoli, uno recentemente accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” e uno pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” (MRAS), descrivono altrettante ricerche su coppie di buchi neri supermassicci. In totale, cinque candidati potrebbero costituire altrettante coppie di buchi neri con masse milioni di volte quella del Sole al centro di galassie. In un momento in cui le ricerche sulle onde gravitazionali hanno ottenuto risultati storici, fonti molto potenti potrebbero essere molto utili per nuovi studi.

V766 Cent e la sua compagna (Immagine ESO/M. Wittkowski (ESO))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophisics” descrive uno studio sulla stella V766 Cent, conosciuta anche come HR 5171 A, la più grande ipergigante gialla finora scoperta. Un team di ricercatori ha usato il Very Large Telescope Interferometer (VLTI) dell’ESO per effettuare nuove osservazioni e confrontarle con quelle precedenti. L’osservazione dell’evoluzione di V766 Cent è resa più complicata dal fatto che una compagna le passa davanti.

La galassia NGC 4490 (Immagine ESA/Hubble, NASA)

Un’immagine della galassia NGC 4490 catturata dal telescopio spaziale Hubble ne mostra nei dettagli la forma distorta. Ciò è la conseguenza di uno scontro con la più piccola galassia NGC 4485, che milioni di anni fa è passata attraverso la vicina più grande. Probabilmente si tratta solo dell’inizio della fusione tra le due galassie ma per ora questo scontro ha creato tra le altre cose le condizioni per la formazione di nuove stelle all’interno di NGC 4490.

L'ultima immagine catturata dalla sonda spaziale Rosetta (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

L’ESA ha pubblicato l’ultima immagine scattata dalla sua sonda spaziale Rosetta prima di schiantarsi sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko alla fine della sua missione assieme alla storia della sua ricostruzione. L’immagine era arrivata incompleta perciò inizialmente non era stata riconosciuta come tale dal software che automaticamente elaborava i dati trasmessi in mezzo ai pacchetti contenenti dati telemetrici.