2017

Il cargo spaziale Dragon al decollo su un razzo Falcon 9 (Foto NASA/Bill Ingalls)

Poche ore fa la navicella spaziale SpaceX Dragon è partita su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral nella missione CRS-11 (Cargo Resupply Service 11), indicata anche come SpX-11. Dopo poco più di dieci minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta delll’undicesima missione di invio della navicella spaziale Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale con vari carichi con il successivo ritorno sulla Terra, anche in questo caso con vari carichi.

Aloni nella silice marziana (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca sugli aloni di silice scoperti nelle aree più basse delle pendici settentrionali di Aeolis Mons nel cratere Gale su Marte. Un team di ricercatori guidati da Jens Frydenvang ha usato le informazioni raccolti dal Mars Rover Curiosity della NASA per cercare di capire quanto a lungo ci sia stata acqua liquida concludendo che le condizioni necessarie sono durate più a lungo di quanto si pensasse.

Il polo sud di Giove (Immagine NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Betsy Asher Hall/Gervasio Robles)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Science” e un numero speciale della rivista “Geophysical Research Letters” descrivono varie ricerche riguardanti il pianeta Giove basate sui dati raccolti dalla sonda spaziale Juno della NASA. Molti scienziati hanno partecipato a una o più delle ricerche, ognuna delle quali è focalizzata su un fenomeno in atto su Giove e nell’area di influenza del suo campo magnetico, con parecchie novità a volte sorprendenti.

L'area in cui c'era la stella N6946-BH1 prima e dopo la sua scomparsa (Immagine NASA/ESA/C. Kochanek (OSU))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta di una stella massiccia chiamata N6946-BH1 che è collassata e sembra aver formato un buco nero direttamente, senza esplodere in una supernova. Un team di astronomi guidato da Christopher Kochanek ha utilizzato il Large Binocular Telescope (LBT) in Arizona e i telescopi spaziali Hubble e Spitzer della NASA per osservare per la prima volta questo fenomeno, che potrebbe spiegare perché ci sono meno supernove del previsto.