2017

Wright Mons su Plutone (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive una ricerca che suggerisce nuove possibilità per gli effetti gravitazionali di corpi celesti trans-nettuniani di generare calore in altri corpi celesti abbastanza vicini come nel caso di Plutone e Caronte. Un team di ricercatori ha esaminato l’influenza di quel tipo di riscaldamento su corpi che potrebbero avere invece temperature bassissime ma che in certe condizioni possono ospitare oceani sotterranei la cui durata potrebbe essere allungata.

La regione del campo ultra-profondo di Hubble vista da MUSE (Immagine ESO/MUSE HUDF collaboration)

Una serie di 10 articoli che verranno pubblicati sulla rivista “Astronomy & astrophysics” descrive diversi aspetti dell’indagine spettroscopica più profonda di sempre effettuata con lo strumento MUSE installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile. Un team internazionale composto da molti ricercatori si è concentrato sul campo ultra-profondo (in inglese Hubble Ultra Deep Field, HUDF) del telescopio spaziale Hubble per misurare distanze e proprietà di 1.600 galassie molto fioche delle quali 72 non erano mai state rilevate prima.

Le protostelle individuate da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Yusef-Zadeh et al.; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive la scoperta di protostelle vicine al centro della Via Lattea, vicino al buco nero supermassiccio conosciuto come Sagittarius A* (o Sgr A*). Un team di astronomi ha fatto questa scoperta usando il radiotelescopio ALMA, un risultato sorprendente perché le condizioni in quell’area erano considerate troppo ostili a causa delle maree gravitazionali causate da Sgr A* e delle intense emissioni elettromagnetiche provenienti dall’anello di gas e polveri riscaldati attorno a esso.

Una piccola parte della Galassia Nana dello Scultore (Immagine ESA/Hubble & NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la ricostruzione dei movimenti tridimensionali di dieci stelle nella Galassia Nana dello Scultore scelte all’interno di un campione più ampio di oltre cento stelle tra quelle con gli errori di misurazione più piccoli. Un team di ricercatori ha usato rilevazioni effettuate usando il telescopio spaziale Hubble nel 2002 e successive rilevazioni effettuate dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA tra il 2014 e 2015 per effettuare questa ricostruzione che conferma il modello della materia oscura “fredda”.

Rappresentazione dei neutrini che raggiungono IceCube (Immagine cortesia IceCube Collaboration)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la misurazione delle probabilità che i neutrini vengano assorbiti dalla Terra a seconda della loro energia e della quantità di materia che attraversano. I ricercatori della collaborazione IceCube hanno utilizzato il rivelatore di neutrini in Antartide per capire meglio il comportamento di queste sfuggenti particelle.