
La NASA ha pubblicato nuove immagini del pianeta nano Plutone e di Caronte, la più grande delle sue lune, che riproducono con la maggior fedeltà possibile i loro colori naturali. Quest’elaborazione celebra il terzo anniversario del passaggio ravvicinato della sonda spaziale New Horizons, avvenuta il 14 luglio 2015, ma anche il quarantesimo anniversario della scoperta di Caronte, individuato dall’astronomo James Christy il 22 giugno 1978 e confermato nei giorni sucessivi grazie ad altre osservazioni.
Le nuove immagini (NASA / Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory / Southwest Research Institute / Alex Parker) sono il risultato di calibrazioni raffinate effettuate sui dati raccolti dallo strumento Multispectral Visible Imaging Camera (MVIC) della sonda spaziale New Horizons. Il problema nasce dal fatto che i filtri di colori di MVIC non corrispondono alle lunghezze d’onda di luce percepite dall’occhio umano. La conseguenza è che gli scienziati della missione hanno elaborato le immagini per creare un’approssimazione di ciò che vedrebbe uno strumento che replicasse l’occhio umano.
Il risultato è stato la creazione di immagini di Plutone e Caronte che hanno colori piuttosto tenui rispetto a quelli decisamente più vividi a cui ci siamo abituati nel corso di questi tre anni. Le tinte sono delicate a causa del fatto che le lunghezze d’onda percepibili dall’occhio umano hanno una gamma più ristretta.
Entrambe le immagini sono state catturate il 14 luglio 2015 durante i momenti di massimo avvicinamento a Plutone, da una distanza di 35.445 chilometri. A quel punto, Caronte era distante 74.176 chilometri. Sono state create usando solo dati ottenuti con lo strumento MVIC, senza aggiungere dati rilevati da altri strumeti. Le varie aree di Plutone e Caronte rimangono ben visibili.
Nel caso di Caronte, la celebrazione è doppia pensando al fantastico passaggio ravvicinato della sonda spaziale New Horizons e al fatto che è stato scoperto solo 40 anni fa. Cercando di ottenere dati più precisi sull’orbita di Plutone, il 22 giugno 1978 l’astronomo James Christy notò una strana protuberanza in un’immagine di quello che allora era classificato come pianeta e cominciò a indagare per capirne l’origine.
Esaminando altre immagini di Plutone, James Christy notò che la protuberanza appariva in diversi lati e sembrava muoversi attorno ad esso in un ciclo di 6,39 giorni terrestri. Le possibilità erano che Plutone avesse una montagna davvero gigantesca o un satellite.
Con l’assistenza del collega Robert Harrington, James Christy cercò altre immagini in archivio e attese che venissero fatte nuove osservazioni. Il 2 luglio 1978 nuove immagini mostrarono una protuberanza dove i calcoli dei due astronomi indicavano che dovesse essere. Il 7 luglio annunciarono la loro scoperta.
Quella luna venne chiamata Caronte ed è grande circa la metà di Plutone. Ci sono discussioni per cambiare la sua classificazione perché sarebbe più corretto definire Plutone e Caronte pianeti nani binari. Non sarebbe la prima volta che Plutone è coinvolto in cambi di classificazione dopo molte discussioni.
Oggi sappiamo che Plutone ha altre lune molto più piccole ma è grazie alla scoperta di Caronte che l’interesse verso il pianeta nano è aumentato. Ciò portò al progetto della missione New Horizons e nel giro di 40 anni siamo passati dal vedere una macchia su una fotografia con una protuberanza che si sposta alle magnifiche fotografie ad altissima definizione, ora anche con colori naturali.

