Le acque salate di Marte potrebbero contenere ossigeno

Immagine di striature su pendii del cratere Hale su Marte prodotte da flussi stagionali d'acqua (Immagine NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona)
Immagine di striature su pendii del cratere Hale su Marte prodotte da flussi stagionali d’acqua (Immagine NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca sulle possibilità che le acque salate sotto la superficie di Marte contengano ossigeno. Un team di ricercatori ha creato una serie di simulazioni basate sulle possibili condizioni esistenti in quegli ambienti concludendo che ci può essere ossigeno in caso di scambi con l’atmosfera. Ciò significa che è possibile che nel lago sotterraneo contenente acqua liquida molto salata di cui è stata annunciata la scoperta nel luglio 2018 c’è qualche possibilità che esistano forme di vita che usano l’ossigeno nel loro metabolismo.

La pubblicazione sulla rivista “Science” della scoperta di un lago di acqua liquida sotto la superficie al polo sud di Marte rilanciò alcune ipotesi sulla presenza di forme di vita sul pianeta. Si tratterebbe di organismi del tipo chiamato estremofilo, in grado di vivere in condizioni estreme dato che la temperatura in quel lago è molto bassa e l’acqua è liquida solo grazie alla presenza di una notevole quantità di sali, una caratteristica che aumenterebbe i problemi per qualsiasi organismo vivente.

Un ulteriore problema è costituito dalla presenza di ossigeno, che è molto scarsa nell’atmosfera di Marte, presente in tracce generate dalla luce solare che spezza i legami molecolare di una piccola percentuale di molecole di anidride carbonica. La conseguenza è che le varie ipotesi riguardanti forme di vita marziane erano basate sulla possibilità che il loro metabolismo fosse di tipo anaerobico, come alcuni microrganismi esistenti sulla Terra. Tuttavia, secondo alcuni ricercatori coordinati dal Caltech (California Institute of Technology) e dal JPL (Jet Propulsion Laboratory) quell’acqua potrebbe contenere ossigeno.

Il problema include una serie di variabili ambientali che tengono presenti le condizioni esistenti nel lago di acqua salata recentemente scoperto ma anche i cambiamenti climatici avvenuti su Marte nel corso del tempo. L’inclinazione dell’asse del pianeta varia parecchio nel lungo periodo e ciò significa che vi sono notevoli alterazioni climatiche regionali. Ciò ha permesso ai ricercatori di dedurre quali regioni del pianeta possono sostenere maggiormente una solubilità dell’ossigeno oggi e nel recente passato.

Per quanto riguarda il lago salato, più fredda è l’acqua più ossigeno vi si può dissolvere ma più sale c’è meno ossigeno può trattenere. In sostanza, nel lago vi sono due processi contrastanti e gli autori della ricerca hanno creato un modello per testare una serie di possibili condizioni. Il risultato è che il lago potrebbe contenere una quantità di ossigeno sufficiente a supportare batteri aerobici o addirittura forme di vita multicellulari semplici come spugne. Un fattore fondamentale è che il lago sia abbastanza vicino alla superficie da permettere uno scambio di gas con l’atmosfera.

Quel lago sotterraneo è l’esempio principale di riserva d’acqua liquida su Marte ma negli ultimi anni diverse ricerche hanno mostrato altre possibilità. Nel settembre 2015 la NASA ha annunciato l’esistenza di flussi di acqua liquida su Marte: successivamente ci sono state contestazioni ma anche altri annunci del genere. Flussi sulla superficie potrebbero assorbire ossigeno più facilmente rispetto a un lago sotterraneo.

Questa ricerca sta suscitando eccitazione ma quando si parla di forme di vita su Marte si tratta di ipotesi. La presenza di ossigeno aumenterebbe la probabilità che esistano ma dovrebbero comunque essere organismi molto più estremi di quelli esistenti sulla Terra. Le condizioni erano molto più favorevoli alla vita quando Marte era giovane ed era molto più simile alla Terra: se essa fosse nata, qualche organismo potrebbe essersi adattato a condizioni molto più dure nel periodo in cui il clima sul pianeta rosso è cambiato radicalmente. È un’ipotesi ma certamente gli studi continueranno, nella speranza di riuscire a ottenere sul posto informazioni utili a verificarla.

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