2018

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca sulle possibilità che le acque salate sotto la superficie di Marte contengano ossigeno. Un team di ricercatori ha creato una serie di simulazioni basate sulle possibili condizioni esistenti in quegli ambienti concludendo che ci può essere ossigeno in caso di scambi con l’atmosfera. Ciò significa che è possibile che nel lago sotterraneo contenente acqua liquida molto salata di cui è stata annunciata la scoperta nel luglio 2018 c’è qualche possibilità che esistano forme di vita che usano l’ossigeno nel loro metabolismo.

Un nuovo studio della più giovane pulsar scoperta nella Via Lattea

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive lo studio di una pulsar catalogata come PSR J1846-0258 trovata tra i resti di una supernova chiamati Kes 75. Un team di ricercatori ha utilizzato informazioni raccolte con l’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA tra il 2000 e il 2016 per studiare le caratteristiche della pulsar. Hanno confermato che è la più giovane scoperta nella Via Lattea e potrebbe aiutare a capire meglio quel tipo di oggetti, anche perché hanno scoperto una pulsar wind nebula, una nube di gas attorno ad essa creata grazie a una rotazione e a un campo magnetico molto elevati.

Le sonde spaziali della missione BepiColombo al decollo su un razzio Ariane 5 (Foto cortesia ESA-CNES-Arianespace)

Poche ore fa le due sonde spaziali della missione BepiColombo di ESA e JAXA sono partite su un razzo vettore Ariane 5 ECA dalla base di Kourou nella Guiana francese. Quasi 27 minuti dopo il lancio, le navicelle si sono separate regolarmente dall’ultimo stadio del razzo assieme al Mercury Transfer Module (MTM), che fornirà la propulsione tramite motori a ioni per trasportare le sonde fino al pianeta Mercurio.

Il proto-superammasso galattico Hyperion (Immagine ESO/L. Calçada & Olga Cucciati et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta di un enorme proto-superammasso galattico con una massa vicina a quella delle più grandi strutture esistenti nell’universo recente. Un team guidato da Olga Cucciati dell’INAF di Bologna l’ha scoperto grazie ai dati raccolti dal progetto VUDS (VIMOSUltra-Deep Survey) e l’ha chiamato Hyperion in onore del titano Iperione perché è davvero titanico. I ricercatori hanno stimato che questa struttura risalga a circa 2,3 miliardi di anni dopo il Big Bang, la più grande e massiccia scoperta risalente a un’epoca così remota con una massa stimata a oltre un milione di miliardi di volte quella del Sole.

Un lampo gamma del 2015 mostra molte similitudini con una fusione di stelle di neutroni

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive un’analisi del lampo gamma catalogato come GRB150101B. Un team di ricercatori guidato da Eleonora Troja della NASA che include anche Luigi Piro dell’INAF di Roma ha mostrato le similitudini tra questo lampo gamma e i segnali elettromagnetici emessi dall’evento catalogato come GW170817, la fusione di stelle di neutroni rilevata sia alle onde elettromagnetiche che alle onde gravitazionali. Un anno dopo il sensazionale annuncio di quell’evento, gli autori di questa nuova ricerca ritengono di averne scoperto un altro analogo.