May 2019

Potrebbe esserci ancora attività tettonica sulla Luna

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” offre indizi del fatto che la Luna potrebbe essere ancora tettonicamente attiva. Un team di ricercatori ha analizzato immagini catturate dalla sonda spaziale Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA nel 2010 scoprendo migliaia di faglie tettoniche generate dal progressivo rimpicciolimento della Luna mentre si raffreddava. Alcuni ricercatori stanno lavorando a queste analisi geologiche da quando quelle foto sono state scattate ma inizialmente avevano portato indizi di un’attività recente mentre i nuovi indizi indicano che un’attività esiste ancora.

L'inaspettata luminosità delle galassie più antiche dell'universo offre indizi su un momento cruciale della sua evoluzione

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta le prove che le galassie più antiche dell’universo erano più luminose del previsto. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni compiute con i telescopi spaziali Hubble e Spitzer di galassie che si erano formate meno di un miliardo di anni dopo il Big Bang scoprendo una luminosità inaspettata agli infrarossi. Si tratta della conseguenza del rilascio di radiazioni ionizzanti e ciò può offrire nuovi indizi sull’epoca della reionizzazione, un momento cruciale nella storia dell’universo.

Jeff Bezos e il modello del lander Blue Moon (Foto cortesia Blue Origin. Tutti i diritti riservati)

Ieri in un evento presentato da lui stesso, il proprietario dell’azienda aerospaziale Blue Origin Jeff Bezos ha rivelato il progetto di un lander lunare in grado di trasportare fino a 6,5 tonnellate di carichi ma anche esseri umani sulla Luna e di trasportare carichi e astronauti dalla Luna sulla Terra chiamato Blue Moon. Lo scopo è di offrire il proprio aiuto nel ritorno di astronauti americani sulla Luna e successivamente nel crearvi una presenza umana fissa.

Uno studio delle onde di gravità nelle stelle supergiganti blu

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta che quasi tutte le stelle supergiganti blu mostrano uno scintillio sulla loro superficie. Un team di ricercatori coordinato dalla Katholieke Universiteit (KU) di Lovanio, in Belgio, ha utilizzato sia osservazioni compiute con i telescopi spaziali Kepler e TESS della NASA che simulazioni al computer basandosi anche sull’astrosismologia per studiarle grazie al fatto che quello scintillio è causato dalla presenza di onde di gravità sulla superficie di quelle stelle molto massicce.