Nuovi composti organici scoperti su Encelado, una delle lune di Saturno


Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta l’individuazione di composti organici su Encelado, la luna di Saturno diventata celebre nel decennio scorso dopo la scoperta di un oceano sotterraneo. Un team di ricercatori guidato da Nozair Khawaja ha usato dati raccolti dallo strumento Cosmic Dust Analyzer (CDA) della sonda spaziale Cassini per individuare all’interno di granelli di ghiaccio provenienti dalla superficie di Encelado composti che potrebbero essere (di)metilammina, etilammina e carbonili. Non sono i primi composti organici che si formano su Encelado e rappresentano un’altra scoperta interessante nella ricerca di forme di vita su quella luna.

La missione della sonda spaziale Cassini è terminata il 15 settembre 2017 con la distruzione della sonda spaziale nell’atmosfera del pianeta Saturno lasciando in eredità un’enorme quantità di dati raccolti nel corso degli anni. Tra le grandi sorprese di questa missione c’è stata la scoperta dell’oceano di acqua liquida sotto la superficie di Encelado, la luna scaldata dalla deformazione causata dalla gravità del pianeta Saturno. La superficie è ghiacciata ma ci sono spaccature che permettono a geyser di spargere acqua piena di composti più o meno complessi all’esterno. Entrambi gli spettrometri di massa di Cassini, Ion and Neutral Mass Spectrometer (INMS) e Cosmic Dust Analyser (CDA), hanno analizzato materiali prelevati da quei pennacchi e dall’anello E di Saturno, dove una parte di essi finisce.

Nel corso degli anni, le analisi di quei materiali e molti altri dati raccolti da altri strumenti della sonda spaziale Cassini hanno permesso di ricostruire il funzionamento di fonti idrotermali simili a quelle dove potrebbe essere emersa la vita sulla Terra. L’immagine (NASA/JPL-Caltech) mostra un’illustrazione di una di quelle fonti in cui si formano composti organici che vengono spinti verso l’alto e, attraverso le spaccature nella superficie, parte di essi viene espulsa all’esterno.

Vari composti organici sono già stati scoperti nei pennacchi di Encelado ma ogni nuova molecola di quel tipo aumenta la possibilità che in quell’oceano sotterraneo vi siano forme di vita. Stavolta le molecole identificate nei granelli di ghiaccio sono (di)metilammina, etilammina, composti carbonilici come acido acetico e acetaldeide e composti aromatici.

Alcuni dei composti scoperti costituiscono sulla Terra i mattoni per gli aminoacidi. Ciò significa che su Encelado è possibile che si siano formate molecole complesse e qualche tipo di molecole biologiche simili a quelle terrestri. Va detto che siamo ancora ben lontani a capire cosa stia davvero succedendo su Encelado perché le analisi sono ferme letteralmente alla superficie di questa luna. Ogni nuova informazione ottenuta sui processi in atto in quell’oceano può farci capire qualcosa di più e finora le novità sembrano favorevoli alla vita.

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