2019

Eruzione solare (Immagine SDO/NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta l’osservazione di una gigantesca espulsione di massa coronale, un’enorme eruzione stellare in cui una quantità enorme di materiali viene emessa, da parte della stella HR 9024. Un team di ricercatori guidato da Costanza Argiroffi dell’Università di Palermo e associata INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha usato dati raccolti dall’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per trovare le tracce dell’espulsione di una massa che è circa diecimila volte superiore a quella degli eventi analoghi più potenti generati dal Sole.

Le differenze tra le due facce della Luna potrebbero essere dovute all'impatto di un pianeta nano

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research: Planets” riporta i risultati di simulazioni al computer generate per spiegare l’asimmetria delle due facce della Luna. Un team di ricercatori ha usato i dati della missione GRAIL della NASA come riferimento per cercare di riprodurre la situazione della Luna concludendo che la migliore spiegazione deriva dalla simulazione dell’impatto di un pianeta nano del diametro di circa 780 chilometri sulla faccia della Luna oggi rivolta verso la Terra a circa 22.500 km/h.

60 satelliti Starlink al decollo su un razzo Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)

Poche ore fa 60 satelliti della costellazione Starlink sono stati lanciati su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral. Dopo poco più di un’ora sono stati inseriti con successo nella loro orbita a circa 440 chilometri di altitudine tutti assieme per poi cominciare lentamente a disperdersi nell’area. Si tratta della prima missione di SpaceX per mettere in orbita la costellazione Starlink per fornire una copertura globale di connessioni a Internet.

Nuovi indizi sull'origine dei lampi radio veloci in stelle di neutroni

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio dei dati relativi a 43 lampi radio veloci che offre nuovi indizi della loro origine in stelle di neutroni. Un team di ricercatori italiani associati INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha usato osservazioni compiute con i radiotelescopi ASKAP e Parkes adattando un test degli anni ’60 per cercare di stabilire la loro distribuzione confrontandola con quella delle stelle. I risultati hanno riservato qualche sorpresa e non sono conclusivi ma è stato offerto un metodo che potrebbe essere la chiave per risolvere il mistero con certezza.

Un possibile oceano sotterraneo su Plutone potrebbe essere protetto da uno strato isolante

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta i risultati di uno studio delle condizioni che potrebbero permettere la presenza di un oceano sotto la superficie del pianeta nano Plutone. Un team di ricercatori ha analizzato tramite simulazioni al computer la possibilità che sotto l’area a forma di cuore chiamata Sputnik Planitia esista uno strato di gas idrati della classe conosciuta come clatrati formati da acqua e gas naturali che funge da isolante permettendo che lo strato sotto di essi rimanga abbastanza caldo da mantenere l’acqua allo stato liquido.