April 2020

IS-901 visto da MEV-1

Intelsat e Northrop Grumman hanno annunciato che il satellite di telecomunicazioni Intelsat 901 (IS-901) è tornato in servizio attivo dopo che la navicella spaziale di servizio Mission Extension Vehicle 1 (MEV-1) l’aveva agganciato il 25 febbraio 2020. MEV-1 permetterà a Intelsat 901 di mantenere nuovamente la sua orbita e il suo orientamento per quasi 5 anni estendendone la vita. È la prima volta che un satellite torna in attività grazie a una missione di questo tipo.

Concetto artistico dell'esopianeta Kepler-1649c e della sua stella (Immagine NASA/Ames Research Center/Daniel Rutter)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta dell’esopianeta Kepler-1649c, che ha dimensioni molto simili a quelle della Terra e orbita nell’area abitabile del suo sistema. Un team di ricercatori guidato da Andrew Vanderburg dell’Università del Texas a Austin ha rianalizzato dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA e successivamente analizzati tramite un software apposito. Un solo esopianeta era stato inizialmente confermato in quel sistema mentre un altro candidato era stato scartato. La verifica umana ha portato invece alla conferma del pianeta che è stato catalogato come Kepler-1649c. Le caratteristiche orbitali dei due pianeti suggeriscono la possibilità che ne esista un terzo, anche se per ora i ricercatori non sono riusciti a trovarne tracce.

Andrew Morgan, Oleg Skripochka e Jessica Meir (Foto NASA)

Poco fa gli astronauti Jessica Meir ed Andrew Morgan e il cosmonauta Oleg Skripochka sono tornati sulla Terra sulla navicella spaziale Soyuz MS-15, atterrata in Kazakistan. I tre hanno trascorso poco più di 6 mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, dov’erano arrivati il 25 settembre 2019 come parte della Expedition 61. Dopo l’atterraggio, sono stati assistiti da personale ridotto con le precauzioni necessarie per evitare rischi di contagio da Covid-19.

Concetto artistico del quasar SDSS J135246.37+423923.5 e della galassia che lo ospita

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperto del deflusso più carico di energia proveniente da un quasar lontano, per la precisione da quello catalogato come SDSS J135246.37+423923.5. Un team di ricercatori ha utilizzato il telescopio Gemini Nord alle Hawaii per compiere le osservazioni necessarie ed è stato necessario impiegare un nuovo sistema di modellazione al computer per interpretare quella che è stata definita una tempesta extragalattica nascosta in bella vista per 15 anni. Il deflusso, una sorta di vento cosmico, viaggia a una velocità che è quasi il 13% di quella della luce con un forte impatto sulla formazione stellare nella galassia che ospita il quasar.

Concetto artistico di supernova (Immagine Aaron Geller (Northwestern University))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sulla supernova catalogata come SN2016aps, che è risultata essere brillante almeno il doppio e probabilmente molto più massiccia di qualunque altra supernova registrata. Un team di astronomi guidato dal dottor Matt Nicholl dell’Università britannica di Birmingham ha osservato l’evoluzione della supernova per circa due anni finché non si è ridotta all’1% della sua luminosità di picco. La conclusione è che la massa iniziale della stella esplosa potesse essere perfino più di 100 volte quella del Sole e ciò suggerisce che si sia trattato di un tipo molto raro chiamato supernova a instabilità di coppia pulsazionale.