April 2020

Nana bruna e Giove

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta la prima misurazione dei venti che soffiano nell’atmosfera della nana bruna catalogata come 2MASS J10475385+2124234. Un team di ricercatori guidato da Katelyn Allers della Bucknell University ha combinato osservazioni condotte con il Very Large Array (VLA) e il telescopio spaziale Spitzer della NASA per ottenere questo risultato. Il metodo è già stato utilizzato per pianeti come Giove perciò la novità è la sua estensione a una nana bruna e potrebbe riguardare anche esopianeti gassosi.

Il blazar 3C 279

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la creazione di immagini del blazar 3C 279 da parte della collaborazione Event Horizon Telescope (EHT). Un anno dopo la presentazione della fotografia dell’area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia Virgo A, conosciuta anche come M87, la collaborazione internazionale che ha usato una serie di radiotelescopi per ottenere l’immagine astronomica più dettagliata della storia di un oggetto lontano milioni di anni luce offre i risultati di un’altra campagna di osservazione. Anche stavolta l’attenzione è stata dedicata a un oggetto di quel tipo ma 3C 279 è lontano circa cento volte Virgo A. Nonostante ciò, EHT ha catturato i dettagli più nitidi mai ottenuti di un getto relativistico prodotto da un buco nero supermassiccio, di cui è stato possibile anche rintracciare l’origine.

La navicella spaziale Soyuz MS-16 attracca alla Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Soyuz MS-16 ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale. Era partita poco più di sei ore prima dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan con a bordo i tre nuovi membri dell’equipaggio Chris Cassidy, Anatoly Ivanishin e Ivan Vagner. Nel periodo precedente a un lancio, è normale per astronauti e cosmonauti rimanere in quarantena. In questo caso essa è stata estesa anche al personale che ha gestito il lancio, con limiti alle persone che hanno potuto essere a Baikonur.

Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale per concludere la missione CRS-20 (Immagine NASA TV)

Poche ore fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-20 (Cargo Resupply Service 20) per conto della NASA ammarando senza problemi nell’Oceano Pacifico a poco più di 800 km dalle coste della California. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale ieri, quando in Italia era pomeriggio. Per SpaceX, si tratta della conclusione del primo contratto con la NASA per trasportare rifornimenti alla Stazione con la prima versione del cargo Dragon.

Poco dopo l’ammaraggio, le navi di SpaceX sono andate a recuperare la Dragon per trasportarla fino alla costa. I carichi riportati sulla Terra verranno consegnati alla NASA entro 48 ore circa. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 9 marzo 2020.

Rappresentazione artistica di coppia di nane bianche (Immagine cortesia M. Weiss)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta di un sistema binario formato da due nane bianche con nucleo di elio che orbitano l’una attorno all’altra in 1201 secondi, uno dei periodi orbitali più brevi nei sistemi binari conosciuti. Un team di ricercatori guidato dall’astronomo Warren Brown del Center for Astrophysics | Harvard & Smithsonian (Cfa) ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA e dall’indagine Sloan Digital Sky Survey (SDSS) della coppia catalogata come SDSS J232230.20+050942.06, o semplicemente J2322+0509, compiendo osservazioni mirate con altri strumenti per esaminarne le caratteristiche. Si tratta di una possibile sorgente di onde gravitazionali da rilevare da parte del sallite LISA in progettazione da parte dell’ESA.