È un successo il lancio della sonda spaziale araba Hope verso Marte

La sonda spaziale Hope al decollo su un razzo vettore H-IIA (Immagine cortesia MHI / JAXA)
La sonda spaziale Hope al decollo su un razzo vettore H-IIA (Immagine cortesia MHI / JAXA)

Poche ore fa la sonda spaziale araba Hope, o Al Amal, è partita su un razzo vettore H-IIA dal centro spaziale di Tanegashima in Giappone. Circa un’ora dopo il lancio, Hope si è separata regolarmente dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla traiettoria che dovrebbe portarla nell’orbita del pianeta Marte nel febbraio 2021. C’è stato qualche minuto di ritardo nella comunicazione del dispiegamento dei pannelli solari e ciò ha causato preoccupazione al centro controllo missione al Mohammed bin Rashid Space Centre ma alla fine tutto è andato bene.

La missione Hope, formalmente la Emirates Mars Mission (EMM), è gestita dall’agenzia spaziale degli Emirati Arabi Uniti ma di fatto è una collaborazione internazionale che ha coinvolto partner europei e soprattutto americani nel progetto e nella costruzione della sonda spaziale e dei suoi strumenti.

In realtà Hope è una navicella piuttosto semplice, al punto che è stata paragonata a un satellite meteo. Il paragone è dovuto anche al fatto che questa missione ha lo scopo principale di studiare l’atmosfera marziana, con i suoi cicli stagionali e gli eventi meteorologici locali. Ciò significa anche studiare la continua perdita di atmosfera nello spazio. Si tratta quindi di una missione simile a quella della sonda spaziale MAVEN della NASA, entrata nell’orbita del pianeta rosso il 22 settembre 2014. Tuttavia, MAVEN aveva una massa al lancio quasi doppia rispetto a Hope, con quasi 2.500 kg contro circa 1.350 kg.

Per compiere le sue rilevazioni, la sonda spaziale Hope è dotata di due spettrometri: Emirates Mars Infrared Spectrometer (EMIRS) ed Emirates Mars Ultraviolet Spectrometer (EMUS). Il terzo strumento a bordo è la macchina fotografica Emirates eXploration Imager (EXI).

Questa missione scientifica è un passo importante per gli Emirati per dimostrare il valore della propria agenzia spaziale. Il team è composto per la grande maggioranza da persone sotto i 35 anni che di conseguenza rappresentano il futuro degli Emirati. Sono comprese molte donne, qualcosa che diamo per scontato quando si parla di altre agenzie spaziali ma che rappresenta un bel passo in avanti in un’agenzia araba.

Il significato della missione Hope va oltre la possibilità di lavorare con agenzie come NASA ed ESA perché c’è anche la volontà di ispirare i giovani arabi a seguire carriere in campi scientifici e tecnologici. Gli studi climatici di Marte dovrebbero essere paralleli con quelli della Terra per affrontare al meglio le sfide che attendono in un futuro di cambiamenti climatici.

Ora la sonda spaziale Hope è in viaggio verso il pianeta Marte. L’arrivo è previsto per il febbraio 2021 con il momento critico della manovra che la dovrà portare nell’orbita del pianeta rosso. A quel punto si potrà vedere se la prima missione araba nello spazio profondo sarà un successo.

La sonda spaziale Hope durante la preparazione (Foto cortesia Mohammed bin Rashid Space Centre)
La sonda spaziale Hope durante la preparazione (Foto cortesia Mohammed bin Rashid Space Centre)

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