Betelgeuse è più piccola e vicina alla Terra del previsto

Betelgeuse vista dallo strumento SPHERE nel dicembre 2019 (Immagine ESO/M. Montargès et al.)
Betelgeuse vista dallo strumento SPHERE nel dicembre 2019 (Immagine ESO/M. Montargès et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio della stella Betelgeuse che conclude che è più piccola e più vicina alla Terra rispetto alle misurazioni precedenti. Un team di ricercatori guidato dalla dottoressa Meridith Joyce della Australian National University (ANU) ha usato osservazioni condotte usando lo strumento SMEI del satellite Coriolis prima che cominciasse a perdere luminosità e tre diversi metodi di modellazione per concludere che il suo raggio è di circa 764 volte quello del sole, la sua massa è tra 16,5 e 19 volte quella del Sole e la sua distanza è di circa 548 anni luce dalla Terra.

Betelgeuse è una delle stelle più luminose del cielo terrestre ed è una supergigante rossa, una stella nell’ultima fase della sua vita, perciò gli astronomi la stanno tenendo sotto continua osservazione. A partire dal 2019, ha avuto un paio di forti variazioni di luminosità portando a speculazioni sulla possibilità che potesse essere nella fase dell’ultimo collasso prima dell’esplosione in supernova. In realtà, probabilmente nel primo episodio è stata oscurata da una nube di polvere e nel secondo ha probabilmente avuto un’altra pulsazione.

Per cercare di capirne di più, il team della dottoressa Meridith Joyce ha compiuto un nuovo studio di Betelgeuse. Può sembrare strano che le misurazioni delle caratteristiche di una stella che per tanti versi è così ben conosciuta siano approssimative ma è in una fase variabile e ciò rende difficile questo compito. Per ottenere misurazioni più precise, sono state importanti le osservazioni condotte con lo strumento Solar Mass Ejection Imager (SMEI) del satellite Coriolis, attivo tra il 2003 e il 2016, ben prima del recente periodo di forte variabilità di Betelgeuse.

I ricercatori hanno potuto usare modelli idrodinamici e sismici per esaminare la fisica che genera le pulsazioni di Betelgeuse e capire in che fase della sua vita sia, anche grazie a simulazioni della sua evoluzione. Hanno confermato che onde di pressione, che sono sostanzialmente onde sonore, sono la causa delle pulsazioni di Betelgeuse. Un’altra conclusione è che la stella è nella fase della fusione dell’elio nel suo nucleo ma deve ancora passare attraverso altre fasi in cui avverrà la fusione di elementi più pesanti nel nucleo prima che esploda. Ciò significa che potrebbero volerci altri 100.000 anni prima di vedere la supernova.

Le osservazioni hanno permesso di stimare il raggio di Betelgeuse in circa 764 volte quello del Sole, anche se il margine di errore è ancora ampio. Si tratta di una dimensione che è circa due terzi della stima compiuta da studi precedenti. Anche la distanza dalla Terra è inferiore a quella stimata in precedenza dato che in questo studio risulta di circa 530 anni luce dalla Terra, il che significa che è circa un quarto più vicina di quanto si pensasse. Rimane a una distanza di sicurezza per evitare problemi quando esploderà. La stima della massa della stella è l’unica a essere cambiata poco dato che quella nuova, tra 16,5 e 19 volte quella del Sole, è solo leggermente inferiore alle stime precedenti.

Resta da vedere se ci saranno ulteriori discordanze in altre stime riguardo alle caratteristiche di Betelgeuse e del suo stato. Sicuramente rimarrà sotto osservazione perciò ulteriori dati potranno come minimo renderle più precise ma probabilmente l’attesa della supernova sarà ancora molto lunga.

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