2020

Concetto artistico della Terra Pigreco (Immagine cortesia NASA Ames/JPL-Caltech/T. Pyle, Christine Daniloff, MIT)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta uno studio sull’esopianeta K2-315b, soprannominato Terra Pigreco (Pi Earth) perché il suo anno dura 3,14 giorni terrestri, un’approssimazione del valore di pi greco. Un team di ricercatori del progetto SPECULOOS (Search for habitable Planets EClipsing ULtra-cOOl Stars), una rete di telescopi al suolo, li ha usati per confermare l’esistenza del pianeta verificando dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA. Terra Pigreco è molto vicina alla sua stella perciò la temperatura sulla sua superficie è molto elevata anche se la stella è molto piccola e relativamente fredda. Eventuali forme di vita dovrebbero essere analoghe agli estremofili terrestri. Può essere privo di vita ma è un candidato interessante per lo studio della sua atmosfera.

Rocce sugli asteroidi Ryugu e Bennu

Tre articoli pubblicati sulla rivista “Nature Astronomy” riportano i risultati di altrettante ricerche sugli asteroidi Ryugu e Bennu, in fase di esplorazione rispettivamente dalle sonde spaziali Hayabusa 2 della JAXA e OSIRIS-REx della NASA. I due asteroidi hanno già mostrato alcune similitudini e, in un editoriale news&views, Maria Cristina De Sanctis parla degli eventi catastrofici che possono averli generati e delle rocce chiare scoperte sulla superficie di entrambi nonostante il loro colore scuro. Eventi catastrofici sono anche l’oggetto degli altri due articoli e in quello concentrato su Bennu vengono riportati gli indizi che alcune rocce sulla sua superficie provengano da Vesta, uno degli oggetti più grandi nella fascia di asteroidi tra Marte e Giove.

Viste di Encelado

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” riporta uno studio sulla crosta ghiacciata sulla superficie di Encelado, la luna di Saturno che ha un oceano di acqua liquida sotto la crosta. Un team di ricercatori ha analizzato dati raccolti dallo strumento Visible and Infrared Mapping Spectrometer (VIMS) della sonda spaziale Cassini per ottenere la mappa agli infrarossi più dettagliata della superficie di Encelado. La mappa mostra una chiara correlazione tra emissioni infrarosse riflesse e attività geologica e in alcune aree il ghiaccio sulla superficie risulta essere recente.

Giove ed Europa visti da Hubble (Immagine NASA, ESA, A. Simon (Goddard Space Flight Center), and M. H. Wong (University of California, Berkeley) and the OPAL team.)

Nuove immagini del pianeta Giove catturate dal telescopio spaziale Hubble mostrano le gigantesche tempeste che lo attraversano, comprese una nuova nel mezzo dell’emisfero settentrionale che appare come una macchia biancastra multipla e quella che è stata definita una cugina della Grande Macchia Rossa perché è poco a sud di essa ha cambiato colore ancora una volta. Hubble ha anche catturato un’immagine di Giove assieme a Europa, una delle sue lune maggiori diventata celebre dopo la scoperta di un oceano sotterraneo di acqua liquida in cui potrebbero esserci condizioni favorevoli alla vita.

Le lune di Urano viste da Herschel

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta i risultati di una ricerca sulle cinque maggiori lune del pianeta Urano. Un team di ricercatori guidato da Örs H. Detre del Max Planck Institute for Astronomy (MPIA) di Heidelberg, in Germania, ha analizzato dati raccolti dall’Osservatorio spaziale Herschel dell’ESA usando una nuova tecnica che ha permesso di ottenere nuove informazioni dai deboli segnali ottenuti in passato per determinare le caratteristiche fisiche delle lune Titania, Oberon, Umbriel, Ariel e Miranda. I risultati indicano che esse sono simili ai pianeti nani trans-nettuniani mentre sono diverse da altre lune di Urano lasciando aperta la possibilità che siano state catturate dal pianeta dopo la loro formazione.