2020

Il cargo spaziale HTV-9 al decollo su un razzo vettore H-IIB (Immagine cortesia JAXA)

Poco fa la navicella spaziale HTV-9 è partita su un razzo vettore H-IIB dal centro spaziale di Tanegashima in Giappone per una missione di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale. Circa quindici minuti dopo il lancio, il cargo spaziale si è separato regolarmente dall’ultimo stadio del razzo, è entrato nell’orbita preliminare e ha dispiegato i pannelli solari e le antenne di navigazione.

Osservazioni del centro della Via Lattea condotte ai raggi gamma e ai raggi X

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” offre una spiegazione all’origine delle cosiddette bolle di Fermi, le due gigantesche bolle di gas esistenti sopra e sotto il centro della Via Lattea. Guo Fulai e Zhang Ruiyu dell’Osservatorio astronomico di Shanghai (SHAO) dell’Accademia cinese delle scienze hanno condotto una serie di simulazioni che hanno permesso di creare un modello che spiega l’origine delle bolle di Fermi e allo stesso tempo della struttura biconica a raggi X al centro della galassia. Secondo il nuovo modello, i due fenomeni sono causati da onde d’urto generate da due getti provenienti da Sagittarius A*, o semplicemente Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, circa 5 milioni di anni fa.

Concetto artistico del sistema di TRAPPIST-1 (Immagine cortesia NAOJ)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sull’allineamento della stella nana ultra-fredda TRAPPIST-1 con i 7 pianeti del suo sistema. Un team di ricercatori guidato da Teruyuki Hirano del Tokyo Institute of Technology ha usato il telescopio Subaru sul monte Mauna Kea, alle Hawaii, per osservare quel sistema non trovando un significativo disallineamento dei pianeti rispetto alla loro stella. Gli astronomi che hanno condotto lo studio avvertono che la precisione delle misurazioni non è tale da escludere completamente un piccolo disallineamento ma il risultato è significativo nello studio dell’evoluzione dei sistemi planetari di stelle molto piccole.

Ascuris Planum visto da Mars Express

L’ESA ha pubbicato fotografie dell’altopiano chiamato Ascuris Planum sul pianeta Marte catturate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. Il panorama è pieno di fratture, profonde cicatrici generate da forze tettoniche intense e prolungate che hanno agito sul pianeta rosso per centinaia di milioni di anni. Quelle fratture costituiscono i prolungamenti delle depressioni esistenti nell’area chiamata Tempe Fossae, nella regione chiamata Tempe Terra, a nord-est della vasta regione di Tharsis, dove anticamente vulcani attivi generavano enormi stress nella crosta marziana e di conseguenza le fosse e i pilastri tettonici oggi visibili.

Il campione Troctolite 76535

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta le prove di notevoli impatti sulla Luna primordiale, almeno 4,33 miliardi di anni fa. Un team di ricercatori ha compiuto uno studio in particolare sul campione catalogato come Troctolite 76535, prelevato nel corso della missione Apollo 17 nel 1972 e riportato sulla Terra. Questo campione contiene tracce di zirconia cubica, una forma cristallina dell’ossido di zirconio che si forma oltre i 2370° Celsius, una temperatura che poteva essere raggiunta solo in seguito a violenti impatti che potrebbero aver contribuito alla formazione della superficie lunare.