February 2021

Marte fotografato da Tianwen 1 (Foto cortesia CNSA/CASC)

Nella giornata di ieri la missione Tianwen 1 ha raggiunto il pianeta Marte e la navicella che include una sonda spaziale, un lander e un rover si sono inserite correttamente nell’orbita. Lanciata il 23 luglio 2020, si tratta di una missione ambiziosa per la Cina con piani per esplorare Marte in vari modi dopo aver iniziato con successo varie missioni sulla Luna. Il propulsore principale della navicella è rimasto acceso per circa 15 minuti per compiere la manovra di frenata necessaria a entrare in un’orbita che arriverà fino a 400 chilometri di altitudine. Tempi e luogo di atterraggio nella regione di Utopia Planitia del lander e del rover verranno decisi più avanti per una fase della missione che potrebbe avvenire in maggio o giugno.

Infografica del viaggio della sonda spaziale Hope

Nella giornata di ieri la sonda spaziale araba Hope, o Al Amal, si è inserita correttamente nell’orbita del pianeta Marte. Lanciata il 20 luglio 2020, Hope ha tenuto acceso i suoi sei propulsori per 27 minuti per rallentare alla velocità necessaria a entrare in orbita, una manovra automatizzata che richiedeva precisione assoluta per evitare che la sonda superasse Marte o precipitasse sulla superficie marziana. Le luci del grattacielo più alto del mondo, il Burj Khalifa a Dubai, sono state accese per festeggiare il successo della prima missione araba.

Sagittarius A East o semplicemente Sgr A East

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sui resti di supernova catalogati come Sagittarius A East o semplicemente Sgr A East. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con l’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA e con il radiotelescopio VLA per studiare quei resti concludendo che sono stati generati da un raro tipo di supernova, quello di tipo Iax. I risultati possono aiutare gli astronomi a capire i diversi modi in cui una nana bianca può esplodere.

Concetto artistico di filamento di gas distorto da una stella

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la rilevazione di un filamento di idrogeno lungo circa tremila miliardi di chilometri nel vicinato cosmico. Un team di ricercatori guidato da Yuanming Wang, una studentessa che sta lavorando al dottorato all’Università australiana di Sydney, e dal dottor Artem Tuntsov di Manly Astrophysics, hanno usato il radiotelescopio ASKAP per scoprire questo gas a bassissima temperatura a soli 13 anni luce dalla Terra. Negli ultimi anni molto gas che forma la materia barionica considerata mancante è stato scoperto in filamenti che uniscono diverse galassie, in questo caso è all’interno della Via Lattea e in termini astronomici molto vicino.

Concetto artistico della pulsar PSR J2039-5617 e della sua compagna (Immagine Knispel/Clark/Max Planck Institute for Gravitational Physics/NASA GSFC)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riportano diversi aspetti di studio che ha portato all’identificazione delle rare caratteristiche di una fonte di raggi gamma che è risultata essere una pulsar, catalogata come PSR J2039-5617. Due team con vari ricercatori in comune hanno usato i dati raccolti dal telescopio spaziale Fermi e altri strumenti e hanno contato sull’aiuto di astrofili che partecipano al progetto Einstein@Home per studiare la pulsar. Si tratta di un raro tipo di pulsar perché appartiene alla classe millisecondo e anche a quella cosiddetta redback, che ha una nana rossa come compagna.