
Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la conferma da parte di un team di ricercatori guidato da Marion Cointepas dell’esopianeta TOI-269 b, un subnettuniano che orbita attorno a una nana rossa scoperto grazie al telescopio spaziale TESS della NASA. Si tratta di un subnettuniano caldo perché il suo anno dura solo 3,7 giorni terrestri dato che è molto vicino alla sua stella. Non è certo il primo caso del genere ma questo è interessante perché le stime delle sue caratteristiche indicano che è vicino ai confini tra subnettuniani a super-Terre. La perdita dell’atmosfera con la trasformazione da subnettuniano a super-Terra è un caso studiato solo in teoria e TOI-269 b potrebbe fornire informazioni utili a capire questo processo.
Distante circa 186 anni luce dalla Terra, la stella TOI-269, conosciuta anche come TIC 220479565, è una nana rossa le cui massa e dimensioni sono circa il 40% di quelle del Sole. Si tratta di un tipo di stella molto comune e TOI-269 è diventata interessante dopo che il telescopio spaziale TESS della NASA, lanciato il 18 aprile 2018, ha scoperto un candidato esopianeta attorno ad essa (Immagine cortesia Cointepas et al. Tutti i diritti riservati). Il team guidato da Marion Cointepas ha usato osservazioni mirate condotte con vari telescopi al suolo tra cui la struttura ExTrA (Exoplanets in Transits and their Atmospheres) e lo spettrografo HARPS, entrambi all’Osservatorio La Silla in Cile, per confermare l’esistenza dell’esopianeta che è stato catalogato come TOI-269 b.
Le osservazioni indicano che l’esopianeta TOI-269 b ha un raggio che è circa 2,77 volte quello della Terra per una massa che circa 8,8 volte quella della Terra. La sua densità è decisamente inferiore a quella delle super-Terre ma è vicina al confine tra i due tipi di pianeti. I modelli planetologici indicano che un pianeta gassoso potrebbe perdere gran parte della sua atmosfera e diventare una super-Terra ma è difficile trovare candidati che potrebbero essere nel mezzo di quella trasformazione.
Una peculiarità dell’esopianeta TOI-269 b è che la sua orbita è molto eccentrica, cioè ha un’ellisse particolarmente allungata, per un pianeta così vicino alla sua stella. Ciò suggerisce che sia migrato in tempi relativamente recenti da una posizione più lontana in seguito a interazioni con altri pianeti vicini, non individuati dalle ricerche.
I nettuniani e subnettuniani caldi sono interessanti perché la vicinanza alle loro stelle porta a una perdita di atmosfera che dev’essere misurata per periodi davvero lunghi per provare che possa avvenire una trasformazione radicale. Il sistema di TOI-269 ha probabilmente qualche miliardo di anni e ciò significa che i sistemi stellari possono continuare a evolversi per periodi davvero molto lunghi.
Un possibile legame con la trasformazione dei pianeti nettuniani e subnettuniani è quello del cosiddetto deserto nettuniano, una regione vicina alle stelle dove è davvero raro scoprire un pianeta gassoso. Da questo punto di vista, un caso interessante è TOI-220 b, un altro subnettuniano caldo scoperto grazie al telescopio spaziale TESS la cui conferma è riportata in un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”.
L’esopianeta TOI-220 b ha un raggio che è circa 3 volte quello della Terra per una massa che è circa 13,8 volte quella della Terra. La sua stella è un po’ più piccola e fredda del Sole perciò, con il suo anno della durata di 10,7 giorni terrestri, la temperatura sulla sua superficie potrebbe superare i 500° Celsius.
Questi esopianeti subnettuniani caldi sono troppo vicini alle loro stelle per poter diventare simili alla Terra e semmai diventeranno simili a Venere o a Mercurio. Gli studi astronomici su migrazioni planetarie e sulle possibili trasformazioni da pianeti gassosi a rocciosi sono comunque interessanti per capire dove possa arrivare l’evoluzione planetaria, soprattutto in sistemi con stelle più piccole del Sole, che possono vivere per molti miliardi di anni.
