May 2021

La cometa C/2016 R2 (PANSTARRS) e il relativo spettro (Immagine ESO/L. Calçada, SPECULOOS Team/E. Jehin, Manfroid et al.)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Nature” riportano diversi studi sui materiali presenti nelle atmosfere delle comete, che risultano contenere ferro e nickel anche in quelle lontane dal Sole. Jean Manfroid, Damien Hutsemekers e Emmanuel Jehin hanno usato dati raccolti dallo spettrografo UVES del VLT dell’ESO in Cile per analizzare le atmosfere di varie comete rilevando la presenza sia di ferro che di nickel. Piotr Guzik e Michał Drahus hanno utilizzato lo spettrografo X-shooter, anch’esso del VLT, per esaminare in particolare la cometa interstellare 2I/Borisov rilevando la presenza di nickel. Sono risultati sorprendenti perché la sublimazione di metalli pesanti veniva ritenuta possibile solo vicino al Sole.

Una degli esopianeti con il divario del raggio (Gap) e i possibili meccanismi che fanno rimpicciolire i mini-Nettuno fino a trasformarli in super-Terre

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta uno studio sulla scarsità di esopianeti con un raggio tra 1,5 e 2 volte quello della Terra. Un team di ricercatori guidato da Trevor David del Flatiron Institute di New York ha studiato quello che viene chiamato in gergo divario del raggio usando dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA. Dividendo gli esopianeti studiati tra quelli più vecchi di 2 miliardi di anni e quelli più giovani l’esame offre nuove informazioni a conferma della teoria che i subnettuniani possono perdere gran parte della loro atmosfera trasformandosi in super-Terre anche dopo miliardi di anni.

Rappresentazione artistica dell’espansione dell’universo nel corso della sua storia (Immagine cortesia NAOJ)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta un calcolo della velocità di espansione dell’universo basata sulle supernove di tipo Ia. Un team di ricercatori guidato dalla professoressa Maria Giovanna Dainotti ha usato un campione di 1048 supernove che hanno distanze molto diverse dalla Terra dividendole in gruppi basati sulla loro distanza. I valori ottenuti sono decrescenti partendo dalle supernove più vicine e quelli ottenuti usando le supernove più lontane si avvicinano al valore basato sulla radiazione cosmica di fondo.

Il sistema di TOI-269 visto da TESS

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la conferma da parte di un team di ricercatori guidato da Marion Cointepas dell’esopianeta TOI-269 b, un subnettuniano che orbita attorno a una nana rossa scoperto grazie al telescopio spaziale TESS della NASA. Si tratta di un subnettuniano caldo perché il suo anno dura solo 3,7 giorni terrestri dato che è molto vicino alla sua stella. Non è certo il primo caso del genere ma questo è interessante perché le stime delle sue caratteristiche indicano che è vicino ai confini tra subnettuniani a super-Terre. La perdita dell’atmosfera con la trasformazione da subnettuniano a super-Terra è un caso studiato solo in teoria e TOI-269 b potrebbe fornire informazioni utili a capire questo processo.

Concetto artistico dei veicoli della missione Tianwen 1 (Immagine cortesia CNSA / Chinese Academy of Sciences / Nature Astronomy)

Poche ore fa il lander e il rover della missione cinese Tianwen 1 sono atterrati con successo sul pianeta Marte, nella regione di Utopia Planitia. L’evento è stato confermato dall’agenzia spaziale cinese facendo diventare la Cina la terza nazione a far atterrare un veicolo sul pianeta rosso dopo gli USA e l’allora URSS. Il rover, che è stato chiamato Zhurong, ha un’aspettativa di vita di almeno 90 giorni durante i quali esplorerà la zona compiendo rilevazioni con una serie di strumenti. L’orbiter, che aveva raggiunto Marte assieme a lander e rover il 10 febbraio 2021, continua il suo lavoro.