
Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio riguardante una culla di stelle all’interno della nebulosa RCW 49. Un team di ricercatori coordinato dall’Università del Maryland ha usato dati ottenuti con il telescopio volante SOFIA combinandoli con altri ottenuti con altri strumenti per ottenere una ricostruzione tridimensionale di una gigantesca struttura di plasma caldo ionizzato che si sta espandendo attorno all’ammasso stellare aperto Westerlund 2. La principale “indiziata” come causa di quell’espansione è la stella WR 20a.
Conosciuta anche come Gum 29 o con altre sigle di vari cataloghi, la nebulosa a emissione RCW 49 è tra le più luminose culle stellari. Per questo motivo, è oggetto di studio con vari strumenti per cercare di esaminare le oltre 300 stelle neonate e protostelle scoperte al suo interno. Alcune di queste stelle che sono massicce e quindi molto calde e luminose sono state individuate all’interno di un ammasso aperto chiamato Westerlund 2 presente all’interno della nebulosa.
Studiare stelle molto luminose dovrebbe essere facile ma l’ammasso Westerlund 2 è molto giovane e ancora pieno di polveri interstellari che bloccano moltre frequenze elettromagnetiche. Questo problema nel suo studio ha creato alcuni dubbi sulle strutture presenti nell’area: ad esempio alcuni studi suggerivano che vi fossero due bolle di plasma attrno a quest’ammasso. Il telescopio volante SOFIA (Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy) è in grado di rilevare le emissioni infrarosse che passano attraverso le polveri, utili per cercare una risposta certa.
Aggiungendo le preziose osservazioni condotte con il telescopio volante SOFIA a quelle già esistenti, i ricercatori hanno concluso che esiste un’unica bolla di plasma attorno all’ammasso Westerlund 2. Maitraiyee Tiwari, ricercatrice post-doc al Dipartimento di Astronomia dell’Università del Maryland e autrice principale di questo studio, ha spiegato che durante la formazione di stelle massicce avvengono espulsioni di protoni, elettroni e atomi di metalli pesanti molto potenti in confronto a quelle del Sole. Quelle espulsioni sono chiamate venti stellari e venti stella estremi sono capaci di creare e dar forma a bolle nelle nubi di gas denso e freddo che le circondano.
La nube di plasma osservata attorno all’ammasso Westerlund 2 è proprio il frutto di venti stellari estremi. Misurando la radiazione emessa attraverso tutto lo spettro elettromagnetico, è stato possibile creare un’immagine tridimensionale di questa bolla a una risoluzione molto superiore rispetto al passato. Le emissioni nel lontano infrarosso che arrivano da uno specifico ione di carbonio presente nella bolla e rilevate dal telescopio volante SOFIA sono state tra le più importanti.
L’analisi della bolla offrono le prove della formazione di nuove stelle nella regione dell’involucro di questa bolla. I dati suggeriscono che, durante la sua espansione, la bolla si sia aperta su un lato, rilasciando plasma caldo e rallentando l’espansione circa un milione di anni fa. Successivamente, tra 200.000 e 300.000 anni fa, è nata la stella WR 20a, il cui vento stellare ha dato nuova spinta all’espansione della bolla.
I ricercatori intendono applicare il loro metodo ad altri ammassi luminosi e bolle di gas caldo per ricostruirne la forma nei dettagli. È un lavoro condotto all’interno del programma FEEDBACK supportato dalla NASA, basato su osservazioni condotte con il telescopio volante SOFIA. Gli eccellenti risultati ottenuti studiando la nebulosa RCW 49 offrono la speranza di ottenere nuove informazioni su altre regioni di formazione stellare. Studiare stelle neonate e protostelle e l’ambiente attorno ad esse aiuta a capire i processi in atto, che includono lo spargimento nello spazio interstellare di materiali che possono contribuire alla formazione di nuovi pianeti.
