2021

La possibile struttura di Saturno (Immagine cortesia Caltech/R. Hurt (IPAC))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sul nucleo del pianeta Saturno. Gli astronomi Christopher Mankovich e Jim Fuller del Caltech hanno analizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini sulle oscillazioni degli anelli di Saturno causate dall’attività sismica interna per analizzare indirettamente le caratteristiche dell’interno del pianeta. La conclusione è che il nucleo non è roccioso bensì un miscuglio che è stato paragonato a una minestra o a una fanghiglia composta da ghiaccio, roccia e fluidi metallici che occupa un volume per circa il 60% del diametro di Saturno, ben più di quanto fosse stato stimato in precedenza.

Gli spettri danzanti visti da ASKAP

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Publications of the Astronomical Society of Australia” riporta i primi risultati dell’indagine EMU (Evolutionary Map of the Universe), che ha permesso di scoprire parecchi oggetti e fenomeni. Uno di quei fenomeni è costituito da strane nubi di elettroni che circondano due galassie a circa un miliardo di anni luce dalla Terra. Quest’indagine è stata condotta utilizzando il radiotelescopio ASKAP e ha portato alla catalogazione di circa 220.000 sorgenti tra cui le nubi di elettroni che sono state paragonate a spettri danzanti per la loro curiosa forma.

Il cargo spaziale Cygnus S.S. Ellison Onizuka catturato dal braccio robotico Canadarm2 (Immagine NASA TV)

La navicella spaziale Cygnus di Northrop Grumman, partita nella notte tra martedi 10 e mercoledi 11 agosto, ha appena raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale ed è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2. L’astronauta Megan McArthur, assistita dal collega Thomas Pesquet, inizierà fra poco la lenta manovra per spostare la Cygnus fino a farla attraccare al modulo Unity della Stazione dopo circa due ore.

Il cargo spaziale Cygnus S.S. Ellison Onizuka al decollo su un razzo Antares (Foto NASA’s Wallops Flight Facility/Jamie Adkins)

Poche ore fa la navicella spaziale Cygnus di Northrop Grumman è decollata su un razzo vettore Antares dal Mid-Atlantic Regional Spaceport (MARS), parte della Wallops Flight Facility (WFF) della NASA sull’isola Wallops. Dopo circa nove minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. È alla sua sedicesima missione ufficiale, chiamata NG-16 oppure CRS NG-16, di trasporto di rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale per conto della NASA.

Concetto artistico di giganti rosse (Immagine NASA’s Goddard Space Flight Center/Chris Smith (KBRwyle))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un totale di 158.505 giganti rosse pulsanti. Un team di ricercatori ha usato la mappa della maggior parte del cielo creata grazie al telescopio spaziale TESS della NASA e, sfruttando la qualità di quelle osservazioni, ha individuato una quantità senza precedenti di questo tipo di stelle. L’analisi della mappa è stata condotta usando un sistema di apprendimento automatico addestrato per rilevare le tracce delle oscillazioni negli spettri stellari delle giganti rosse. Si tratta di un risultato molto utile per gli studi di astrosismologia, una branca dell’astronomia che studia struttura e proprieta delle stelle analizzando le loro pulsazioni. Marc Hon dell’Università delle Hawaii ha presentato i risultati alla seconda TESS Science Conference, tenuta in modo virtuale nei giorni scorsi.