2021

Concetto artistico del pianeta Pirx visto da una possibile luna (Immagine cortesia M. Mizera / Pta / Iau100)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” riporta la scoperta di ben 26 sistemi planetari all’interno del progetto TAPAS (Tracking Advanced Planetary Systems). Un team di ricercatori guidato dal professor Andrzej Niedzielski dell’Istituto di Astronomia alla NCU (Nicolaus Copernicus University) di Torun, in Polonia, ha usato oltre un decennio di osservazioni con i telescopi Hobby-Eberly e il Telescopio Nazionale Galileo per individuare le tracce di esopianeti attorno a vecchie stelle, per la maggior parte ormai diventate giganti rosse, l’ultima fase della loro vita. Per le loro masse molto simili a quella del Sole, tre stelle in particolare sono state definite sorelle maggiori del Sole.

Concetto artistico di P172+18 (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta del quasar con potenti emissioni radio più lontano. Un team di ricercatori guidato da Chiara Mazzucchelli, borsista dell’ESO in Cile, e da Eduardo Bañados del Max-Planck-Institut für Astronomie che include Roberto Decarli e Antonio Pensabene dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna ha usato vari telescopi per identificare il quasar catalogato come PSO J172.3556+18.7734 e chiamato semplicemente P172+18. Questo quasar ha circa 13 miliardi di anni e ciò significa che lo vediamo com’era quando l’universo era molto giovane, meno di 800 milioni di anni dopo il Big Bang. Esso può offrire nuove informazioni sull’universo primordiale e sugli oggetti che le sue emissioni hanno attraversaro per raggiungere la Terra.

La nebulosa che circonda VY Canis Majoris vista da Hubble (Immagine NASA, ESA, and R. Humphreys (University of Minnesota), and J. Olmsted (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta uno studio sull’affievolimento della stella ipergigante rossa VY Canis Majoris. Un team di ricercatori guidato dall’astrofisica Roberta Humphreys dell’Università del Minnesota, negli USA, ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble per studiare non solo la stella ma anche enormi grumi di materiali attorno ad essa. La conclusione è che VY Canis Majoris ha avuto momenti in cui ha espulso enormi quantità di materiali che hanno formato quei grumi e l’hanno oscurata per vari periodi, rilevati nel corso del tempo.

Hoinga ai raggi X e alle onde radio

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta del più grande resto di supernova ai raggi X. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con lo strumento eROSITA del telescopio spaziale Spektr-RG per creare la sua prima mappa del cielo ai raggi X per individuare le tracce dei resti di supernova che sono stati soprannominati Hoinga. La scoperta è stata confermata in dati a frequenze radio dell’indagine CHIPASS condotta con il radiotelescopio Parkes.

Starship SN10 al decollo (Immagine cortesia SpaceX)

Era appena passata la mezzanotte in Italia quando SpaceX ha condotto a Boca Chica, in Texas, il test di volo del prototipo di Starship identificato come SN10, il terzo dopo quello del 2 febbraio 2020. Gli ingegneri di SpaceX hanno apportato alcuni perfezionamenti a SN10 per risolvere i problemi che avevano portato allo schianto dei precedenti prototipi. Anche SN10 ha compiuto regolarmente il volo fino a un’altitudine di circa 10 chilometri per poi tentare un atterraggio controllato alla fine di una serie di manovre e stavolta ha avuto successo. Staff e fan che guardavano il test hanno avuto qualche minuto per esultare e SN10 è esploso per motivi ancora da stabilire. Il test è stato un successo ma c’è ancora da lavorare su Starship.