2021

La navicella spaziale DART decolla su un razzo Falcon 9 (Immagine NASA)

Poche ore fa la missione DART della NASA è stata lanciata su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Vandenberg. Dopo circa 56 minuti la sonda spaziale si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta per raggiungere l’asteroide binario Didymos per tentare di modificare l’orbita del suo satellite Dimorphos. L’impatto dovrebbe avvenire nel settembre 2022 ed essere monitorato dalla Terra e dal nanosatellite LICIACube dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) lanciato assieme alla sonda spaziale.

Concetto artistico di J0240+1952 e della sua compagna (Immagine cortesia Università di Warwick/Mark Garlick)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters” riporta la scoperta della nana bianca con la maggior velocità di rotazione conosciuta. Un team di ricercatori ha utilizzato lo strumento HiPERCAM montato sul Gran Telescopio Canarias (GTC) per riuscire a misurare la velocità di rotazione della nana bianca catalogata come Lamost J024048.51+195226.9, o semplicemente J0240+1952. La rotazione in 24,93 secondi la rende la più veloce nella sua categoria. L’esame ha anche permesso di stabilire che si tratta di un sistema a elica magnetica in cui la nana bianca ruba gas a una compagna per poi espellerlo nello spazio velocità molto elevate a causa del suo intenso campo magnetico.

La galassia nana Pisces VII vista da DOLoRes (Immagine cortesia W. Boschin/TNG)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical” riporta la conferma della scoperta della galassia nana Pisces VII, che potrebbe essere un satellite della galassia del Triangolo. Un team di ricercatori da David Martínez-Delgado dell’Instituto de Astrofisica de Andalucia ha usato lo strumento DOLoRes al TNG (Telescopio Nazionale Galileo) per confermare l’esistenza di Pisces VII, individuata in origine dall’astrofilo Giuseppe Donatiello. Il legame gravitazionale con la galassia del Triangolo va ancora verificata ma se l’esito fosse positivo si tratterebbe di una conferma delle teorie riguardanti la formazione delle galassie, che predice la presenza di varie galassie satellite. Il riferimento è al modello Lambda-CDM, che riguarda anche la materia oscura.

Giove, Saturno, Urano e Nettuno visti da Hubble

Una composizione di immagini catturate dal telescopio spaziale Hubble mette assieme i pianeti giganti del sistema solare in un gran tour dei pianeti esterni. Giove, Saturno, Urano e Nettuno sono tra gli obiettivi di osservazioni periodiche in programmi come OPAL (Outer Planets Atmospheres Legacy) per tenere d’occhio i cambiamenti che avvengono nel tempo nelle loro atmosfere. Assieme ad altri strumenti, che in alcuni casi includono sonde spaziali, Hubble contribuisce in modo importante agli studi sui pianeti gassosi. Programmi come OPAL sono utili anche nello sviluppo di modelli per lo studio di esopianeti gassosi in altri sistemi stellari.

La nebulosa G035.20-0.74 (Immagine NASA, ESA, and J. Tan (Chalmers University of Technology); Processing; Gladys Kober (NASA/Catholic University of America))

La NASA ha pubblicato un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble della nebulosa catalogata come G035.20-0.74, una culla di stelle nella costellazione dell’Aquila. In questo caso specifico, le stelle che nascono sono davvero massicce, le giganti blu di classe B che sono fino a cinque volte più calde del Sole. La loro formazione è tra gli oggetti di ricerca degli astronomi e all’interno di G035.20-0.74 c’è una protostella massiccia che sta emettendo getti di gas. Si tratta di un fenomeno conosciuto nelle protostelle ma è difficile da osservare in quelle così massicce, che tendono a essere circondate da quantità maggiori di polveri che le nascondono.