January 2022

Jovis Tholus e il cratere vicino ad esso

Un’immagine catturata dalla macchina fotografica HSRC (High Resolution Stereo Camera) della sonda spaziale Mars Express dell’ESA mostra il vulcano a scudo Jovis Tholus su Marte e l’area circostante con le sue formazioni geologiche. La regione di Tharsis in cui si trova Jovis Tholus include alcuni grandi vulcani, in particolare Olympus Mons, il più grande vulcano del sistema solare. Le caldere interconnesse di Jovis Tholus indicano un lungo periodo di attività vulcanica e le più recenti, ognuna delle quali ha un fondo un po’ più basso, finiscono per incontrare colate laviche ancor più recenti. Con i suoi 1.500 metri di altezza e il diametro di 58 chilometri, Jovis Tholus è molto più piccolo di Olympus Mons eppure fornisce molte informazioni sulla geologia della regione di Tharsis e sulla relativa attività vulcanica.

La galassia di Andromeda (M31) con l'ammasso B023-G078

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un raro buco nero di massa intermedia nella galassia di Andromeda al centro di quello che potrebbe essere un nucleo spogliato, ciò che rimane di una galassia inghiottita da Andromeda. Un team di ricercatori ha osservato l’ammasso stellare catalogato come B023-G078 all’Osservatorio Gemini e con il telescopio spaziale Hubble per poter calcolare la distribuzione di massa al suo interno, un passo cruciale per capire la sua natura di nucleo spogliato e individuare il buco nero di massa intermedia. Potrebbe trattarsi di un modo per scoprire questo raro tipo di buchi neri, che secondo alcuni modelli si fonde con altri per formare buchi neri supermassicci in seguito a fusioni galattiche.

Il sistema di Eta Carinae

Una nuova immagine ritrae Eta Carinae mettendo assieme osservazioni in varie bande dello spettro elettromagnetico dagli infrarossi ai raggi X grazie ai telescopi spaziali Hubble, Chandra e Spitzer. Ogni frequenza offre alcuni dati specifici su questa coppia di stelle celebre soprattutto per la cosiddetta Grande Eruzione che la rese particolarmente brillante per molti anni con un picco nel 1843. I dati messi assieme hanno anche permesso di creare modelli tridimensionali della Nebulosa Omuncolo e delle nubi di gas e polveri che circondano la coppia. Si tratta di una ricerca utile agli astronomi per capire l’evoluzione di Eta Carinae e anche dal punto di vista didattico all’interno del programma Universe of Learning della NASA.

Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale per terminare la missione CRS-24 (Immagine NASA)

Nella notte italiana la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-24 (Cargo Resupply Service 24) per conto della NASA ammarando senza problemi nel Golfo del Messico, nelle vicinanze di Panama City. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale domenica scorsa. Per SpaceX, era la quarta missione del secondo contratto con la NASA per trasportare rifornimenti alla Stazione con la nuova versione del cargo Dragon, il quale compie l’ammaraggio vicino alla costa orientale degli USA invece che nell’Oceano Pacifico.

Poco dopo l’ammaraggio, la nave di SpaceX “Go Searcher” è andata a recuperare la Dragon per trasportarla fino alla costa. I carichi riportati sulla Terra verranno consegnati alla NASA entro poche ore. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 22 dicembre 2021.

La galassia nana Henize 2-10

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta uno studio sulla galassia nana Henize 2-10 che offre prove del fatto che il buco nero supermassiccio al suo centro ha stimolato la formazione stellare. Zachary Schutte ed Amy Reines si sono basati su osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble per trovare una sorte di ponte composto da gas caldo che collega il buco nero a una regione di intensa formazione stellare e di collegare il deflusso proveniente dal buco nero a quella culla di stelle. Queste conclusioni sono utili per capire l’influenza dei buchi neri supermassicci sulle galassie che li ospitano e la loro origine.