
Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the Japan Academy, Series B, Physical and Biological Sciences” riporta uno studio sulla stella catalogata come S0-6 che indica che si è formata in un’altra galassia e solo col tempo ha raggiunto il centro della Via Lattea. Un team di ricercatori guidato da Shogo Nishiyama della Miyagi University of Education, in Giappone, ha studiato a partire dal 2014 varie stelle che oggi orbitano attorno a Sagittarius A*, o semplicemente Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea.
L’immagine (Cortesia Miyagi University of Education/NAOJ. Tutti i diritti riservati) mostra l’area centrale della Via Lattea vista dal telescopio Subaru. Diverse stelle sono visibili in un’area larga circa 0,4 anni luce. La stella S0-6 è cerchiata in celeste mentre l’area dove c’è il buco nero supermassiccio Sagittarius A* è cerchiata in verde.
La stella S0-6 ha un’età stimata in oltre 10 miliardi di anni e una composizione chimica simile a quella di stelle nella Piccola Nube di Magellano e nella Galassia Nana Ellittica del Sagittario, due galassie nane satelliti della Via Lattea. La spiegazione offerta è che S0-6 si sia formta in una galassia nana che successivamente è stata assorbita dalla Via Lattea e ha compiuto un viaggio di oltre 50.000 anni luce per raggiungere il centro della Via Lattea.
Attorno al buco nero supermassiccio Sagittarius A* orbitano varie stelle eterogenee per massa ed età stimata. Si tratta di un ambiente caotico a causa della potente gravità esistente nell’area e ciò rende quelle stelle interessanti da studiare per gli astronomi. Il team di Shogo Nishiyama le ha studiate a partire dal 2014 con il telescopio Subaru alle Hawaii raccogliendo molti dati sulle loro orbite e dati spettroscopici usando lo strumento Infrared Camera and Spectrograph (IRCS) che hanno aiutato a determinare la loro composizione chimica e stimare la loro età.
Le informazioni raccolte nel corso di otto anni sulla stella S0-6 indicano che è vecchia, con un’età di oltre 10 miliardi di anni. I risultati più interessanti sono arrivati dall’analisi spettroscopica che ha permesso di confrontare la composizione chimica di S0-6 con quella di altre stelle per cercare di capire dove si fosse formata. L’ambiente vicino a Sagittarius A* sembra troppo caotico per permettere la formazione stellare e S0-6 sembra venire da molto lontano.
Le galassie nane vicine alla Via Lattea hanno una composizione chimica un po’ diversa da quella della nostra galassia. La stella S0-6 ha una composizione chimica simile a quella di stelle nella Piccola Nube di Magellano e nella Galassia Nana Ellittica del Sagittario. La spiegazione più probabile è che S0-6 si sia formata in un’altra galassia nana che successivamente è stata assorbita dalla Via Lattea. A quel punto, S0-6 può aver cominciato un viaggio con una traiettoria a spirale che l’ha portata alla fine a orbitare attorno a Sagittarius A*. Se questa ricostruzione è corretta, ha viaggiato per ben oltre 50.000 anni luce.
Lo studio della stella S0-6 e delle altre stelle vicine al buco nero supermassiccio Sagittarius A* continuano. I ricercatori stanno cercando altre prove dell’origine extragalattica di S0-6 e vogliono capire se altre stelle in quell’area hanno la stessa origine.
