2023

Il sistema di V960 Mon visto da SPHERE (toni di giallo) e ALMA (in blu) (Immagine ESO/ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/Weber et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta di grumi di materia che potrebbero diventare pianeti attorno alla giovane stella V960 Mon. Un team di ricercatori che include Antonio Garufi dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) di Arcetri ha usato lo strumento SPHERE montato sul VLT dell’ESO e il radiotelescopio ALMA, entrambi in Cile, per esaminare lo stato di quello che potrebbe essere un sistema in fase di formazione. La rilevazione di masse stimate in diverse volte quella della Terra potrebbero costituire la prima prova della formazione di pianeti tramite il processo dell’instabilità gravitazionale.

Concetto artistico del sistema di PDS 70: la stella è circondata da un disco protoplanetario in cui due pianeti giganti gassosi si stanno formando. Nell'area interna è indicata la zona in cui è stata rilevata acqua.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di acqua nel giovanissimo sistema di PDS 70. Un team di ricercatori della collaborazione MINDS guidato da Giulia Perotti dell’Istituto Max Planck per l’Astronomia (MPIA) a Heidelberg, in Germania, ha usato il telescopio spaziale James Webb per rilevare la presenza di acqua nella regione interna del disco protoplanetario che circonda la stella PDS 70. In quel disco sono stati già individuati due pianeti e recentemente è stata annunciata la rilevazione di una nube di detriti in una possibile configurazione troiana ma potrebbero esserci anche pianeti rocciosi in formazione sui quali l’acqua potrebbe avere un ruolo importante per quanto riguarda il potenziale di abitabilità.

sistema di PDS 70 con il suo grande disco protoplanetario. Il cerchio più grande indica l'orbita dell'esopianeta PDS 70b, evidenziato da un altro cerchio in linea continua. Un cerchio con linea tratteggiata indica la nube di detriti che sembra occupare la stessa orbita.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di una nube di detriti che sembra condividere l’orbita con l’esopianeta PDS 70b. Un team di astronomi ha rianalizzato osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA per studiare il sistema della giovanissima stella PDS 70 e i suoi pianeti in fase di formazione. I detriti rilevati nelle vicinanze di PDS 70b potrebbero costituire un altro pianeta ancora in formazione o essere i resti di un pianeta che si era già formato.

JADES-GS-z13-0, JADES-GS-z12-0 e JADES-GS-z11-0

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” riporta la scoperta di candidate stelle oscure supermassicce osservate dal telescopio spaziale James Webb. Cosmin Ilie, Jillian Paulin e Katherine Freese sostengono che tre di quelle che sono state considerate galassie primordiali hanno invece caratteristiche di un tipo di oggetto che finora era stato solo ipotizzato. Secondo il modello proposto nel 2007, le stelle oscure supermassicce hanno una notevole componente di materia oscura che le alimenta al posto della fusione nucleare. Questi strani oggetti potrebbero raggiungere masse fino a dieci milioni di volte quella del Sole e una luminosità fino a dieci miliardi di volte quella del Sole, il motivo che potrebbe portare a scambiarle per galassie primordiali.

Concetto artistico di nana bruna di classe T (Immagine R. Hurt/NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la rilevazione di emissioni radio provenienti dalla nana bruna catalogata come WISE J062309.94−045624.6, la più piccola conosciuta nel campo della radioastronomia. Un team di ricercatori ha utilizzato i radiotelescopi ASKAP, Australian Telescope Compact Array e MeerKAT per ottenere le rilevazioni necessarie a stabilire la natura dell’oggetto. In genere, una nana bruna di dimensioni inferiori a quelle di Giove non emette onde radio e ciò rende WISE J062309.94−045624.6 un interessante obiettivo di ricerca astronomica.