August 2024

Illustrazione artistica di una magnetar circondata da una bolla di plasma (Immagine S. Dagnello, NSF/AUI/NRAO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati di uno studio su alcuni lampi radio veloci legati a emissioni persistenti che associa quella lunga durata a una bolla di plasma che generata quella radiazione. Un team di ricercatori guidati dall’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) che ha coinvolto diverse università italiane ha registrato e studiato il lampo radio veloce con l’emissione persistente più debole rilevata finora, catalogato come FRB20201124A, e altri due eventi analoghi con il radiotelescopio VLA raccogliendo dati che offrono prove della presenza della bolla di plasma all’origine delle emissioni radio.

Il cargo spaziale Cygnus catturato dal braccio robotico Canadarm2 nella missione NG-21 (Immagine NASA TV)

La navicella spaziale Cygnus di Northrop Grumman, partita domenica 4 agosto, ha appena raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale ed è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2. L’astronauta Matthew Dominick, assistito dalla collega Jeanette Epps, inizierà fra poco la lenta manovra per spostare la Cygnus fino a farla attraccare al modulo Unity della Stazione dopo circa due ore.

Il cargo spaziale Cygnus è arrivato all’orario previsto nonostante alcuni problemi con un’accensione dei propulsori che doveva avvenire circa 45 minuti dopo la separazione dall’ultimo stadio del razzo Falcon 9 di SpaceX. Le prime informazioni indicano che il computer di bordo aveva cancellato l’accensione a causa di una bassa pressione all’interno dei sistemi di propulsione. Gli ingegneri di Northrop Grumman sono riusciti a compensare il problema con un nuovo piano di accensioni dopo aver esaminato i dati della pressione e aver stabilito che era comunque accettabile per il funzionamento dei propulsori.

Il cargo spaziale Cygnus di Northrop Grumman decolla su un razzo Falcon 9 nella missione NG-21 (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Cygnus di Northrop Grumman è partita su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX dal Kennedy Space Center nella missione NG-21 oppure CRS NG-21. Dopo circa 15 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta della seconda di almeno tre missioni di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale con vari carichi lanciata usando il razzo Falcon 9 in attesa che sia pronta la nuova versione del razzo Antares di Northrop Grumman.

Un'immagine dell'asteroide Dimorphos (a) con un'area ingrandita (b) che è stata analizzata in uno degli articoli e una mappatura delle fratture dei massi (c)

Cinque articoli pubblicati sulla rivista “Nature Communications” riportano diverse analisi dei dati raccolti dalla navicella spaziale DART della NASA e dal nanosatellite LICIACube dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) che la accompagnava nella sua missione terminata con la collisione con Dimorphos, un piccolo asteroide satellite di Didymos, avvenuta il 26 settembre 2022. Vari team di ricercatori con membri in comune, inclusi alcuni dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), hanno offerto possibili ricostruzioni dei processi che hanno portato alla formazione della coppia di asteroidi e delle loro caratteristiche. Sono studi legati anche alla difesa della Terra dall’impatto di asteroidi.