2024

Concetto artistico dell'esopianeta TOI-3261 b investito dal vento stellare (Immagine NASA/JPL-Caltech/K. Miller (Caltech/IPAC))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta l’identificazione dell’esopianeta TOI-3261 b, un nettuniano ultracaldo molto vicino alla sua stella, uno dei pochissimi pianeti di quel tipo conosciuti. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale TESS della NASA e rilevazioni ottenute con gli strumenti ESPRESSO e HARPS per confermare la sua esistenza e ottenere informazioni sulle sue caratteristiche. TOI-3261 b orbita in quello che è conosciuto come il deserto nettuniano proprio perché è in un’area dove è molto raro trovare pianeti di tipo nettuniano. Per questo motivo, aiuterà a capire l’evoluzione di certi tipi di pianeti.

La Galassia Sombrero vista agli infrarossi dal telescopio spaziale James Webb

Una nuova immagine (NASA, ESA, CSA, STScI) catturata dal telescopio spaziale James Webb ritrae la Galassia Sombrero agli infrarossi. Lo strumento MIRI (Mid-Infrared Instrument) offre dettagli invisibili ad altri telescopi creando un ritratto diverso da quello a cui gli astronomi sono abituati. Il nucleo è molto luminoso alle frequenze di luce visibile mentre agli infrarossi un disco interno uniforme viene rivelato. Il disco esterno risulta “grumoso” e ciò permette di capire la distribuzione della polvere al suo interno, un risultato importante per farsi un’idea dei processi di formazione stellare in atto.

La stella WOH G64 vista dal VLTI (Immagine ESO/K. Ohnaka et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la realizzazione di un’immagine dettagliata della stella supergigante rossa WOH G64 e dell’ambiente circostante, la prima mai ottenuta di una stella al di fuori della Via Lattea. Un team di ricercatori guidato dall’astrofisico Keiichi Ohnaka dell’Universidad Andrés Bello in Cile ha usato lo strumento GRAVITY sul VLTI dell’ESO in Cile per ottenere i dettagli di questa stella della Grande Nube di Magellano. Questo studio può fornire dettagli importanti su una stella che sta passando attraverso l’agonia che terminerà con la sua esplosione in una supernova. Un bozzolo di polveri e un possibile toro che circondano WOH G64 mostrano i segni di quell’agonia.

Super Heavy Booster 13 e Starship 31 al decollo (Immagine cortesia SpaceX)

Nella notte italiana SpaceX ha condotto un nuovo test di volo dei prototipi del suo razzo Super Heavy e della Starship, lanciati dalla base di Boca Chica, in Texas. Si tratta del sesto test che ha visto l’intero sistema dell’azienda di Elon Musk che dovrebbe rivoluzionare i viaggi spaziali con una capacità di trasporto senza precedenti ed essendo totalmente riutilizzabile. Si tratta di prototipi avanzati con il Super Heavy identificato come Booster 13 e la Starship identificata come Starship 31 o Ship31 o semplicemente S31.

Le galassie ultramassicce S1, S2 e S3

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di tre galassie ultramassicce nell’universo primordiale in cui stelle si stanno formando con un’efficienza quasi doppia rispetto alle galassie di massa media per gli standard di quell’era. Un team di ricercatori coordinato dall’Università di Ginevra ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb all’interno del programma FRESCO. Le tre galassie (Immagine NASA/CSA/ESA, M. Xiao & P. A. Oesch (University of Geneva), G. Brammer (Niels Bohr Institute), Dawn JWST Archive), che sono state catalogate come S1, S2 e S3, sono massicce quasi quanto la Via Lattea e si aggiungono alle altre che sono state scoperte negli ultimi anni e sono difficilmente spiegabili con i modelli cosmologici maggiormente accettati, a cominciare dal lambda-CDM.