
Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta delle cinque basi azotate che formano DNA e RNA, adenina, guanina, citosina, timina e uracile, in campioni riportati sulla Terra dall’asteroide Ryugu. Un team di ricercatori ha analizzato due dei campioni prelevati dalla sonda spaziale Hayabusa 2 dell’agenzia spaziale JAXA nel corso della sua missione. Le cinque basi azotate sono state trovate in entrambi i campioni. Poco più di un anno fa, era stata annunciata la rilevazione delle cinque basi azotate in campioni riportati dall’asteroide Bennu dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA. Si tratta di una nuova conferma della presenza di mattoni della vita negli asteroidi ed è possibile che essi abbiano seminato la Terra primordiale.
La foto (Cortesia JAXA / JAMSTEC. Tutti i diritti riservati) mostra i campioni raccolti dalla sonda spaziale Hayabusa 2 in due occasioni diverse dal primo e dal secondo sito selezionati sull’asteroide Ryugu.
La sonda spaziale Hayabusa 2 ha completato la sua missione il 5 dicembre 2020 con l’arrivo sulla Terra dei campioni prelevati negli anni precedenti sull’asteroide Ryugu. La ricerca di mattoni della vita negli asteroidi è importante per ricostruire le prime fasi della formazioni dei primi organismi viventi sulla Terra. Quasi esattamente tre anni fa era già stata annunciata la presenza di uracile nei campioni dell’asteroide Ryugu. Le analisi sono continuate e ora questo studio ha portato alla rilevazione di tutte le basi azotate che compongono DNA e RNA.
Non è chiaro quali meccanismi possano essere dietro la formazione di molecole complesse come le basi azotate nelle condizioni esistenti negli asteroidi e ciò rende questi studi ancor più preziosi. La questione è resa più complessa da altri risultati come La scoperta di fosfati annunciata nel 2024 nei campioni dell’asteroide Bennu, la quale fa pensare che sia stato espulso da un mondo primitivo con un oceano.
Gli autori di questo nuovo studio hanno confrontato i risultati con quelli ottenuti con altri campioni di asteroidi. Mattoni della vita erano stati trovati anche negli asteroidi Orgueil e Murchison ma in quei casi c’erano sospetti di contaminazioni perché si tratta di asteroidi caduti sulla Terra e quindi entrati in contatto con forme di vita del pianeta. I campioni riportati dagli asteroidi Ryugu e Bennu sono arrivati sulla Terra sigillati e sono stati maneggiati con le cautele necessarie a evitare contaminazioni.
I campioni dell’asteroide Bennu sono più ricchi di citosina, timina e uracile rispetto ad adenina e guanina. Nei campioni dell’asteroide Ryugu le varie basi azotate sono presenti in quantià simili. Secondo gli autori di questo studio, ciò rispecchia le diverse storie chimiche e ambientali dei due asteroidi. Le quantità di basi azotate trovate nell’astroide Orgueil sono simili a quelle trovate nei campioni di Bennu mentre quelle trovate nell’asteroide Murchison sono diverse dagli altri dato che adenina e guanina sono presenti in quantità maggiori rispetto a citosina, timina e uracile.
Un risultato interessante riguarda una possibile correlazione tra le quantità di basi azotate e la concentrazione di ammoniaca. Toshiki Koga, primo autore di questo studio, ha spiegato che non c’è nessun meccanismo di formazione che preveda un rapporto tra ammoniaca e basi azotate perciò questa scoperta potrebbe portare a meccanismi di formazione finora sconosciuti che erano attivi nella prima fase della storia del sistema solare.
Questo studio offre conferme della presenza di molecole complesse negli asteroidi, che potrebbero aver seminato la Terra primordiale. Forse si sono formate su asteroidi come Ryugu e Bennu o forse su oggetti più grandi come quello da cui ha avuto origine Bennu, per poi raggiungere la Terra. Ogni studio dei campioni raccolti offre nuove informazioni ma ci sono ancora tante domande e per ottenere risposte le analisi continuano. I risultati aiuteranno a capire meglio l’origine della vita sulla Terra e la storia del sistema solare.
