
Poco fa la navicella spaziale Dragon 2 di SpaceX è attraccata al modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale completando la prima parte della missione CRS-34. L’astronauta Jack Hathaway a e la sua collega Sophie Adenot hanno monitorato l’operazione ma il cargo spaziale, partito circa 37 ore prima, ha completato in modo automatizzato le manovre senza alcun problema.
L’avvicinamento della navicella Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale segue una procedura ormai diventata di routine che però rimane lunga e delicata. La sicurezza della Stazione è la priorità assoluta perciò ogni piccolo passo della Dragon viene controllato. Solo se tutto va bene nella posizione e nella velocità della navicella si procede con il passo successivo e in caso di problemi può essere abortita a ogni passo. La Dragon 2 compie tutte le manovre in modo automatizzato fino all’attracco e la procedura può essere interrotta fino all’ultimo momento.
La seconda versione del cargo spaziale Dragon può rimanere nello spazio molto più a lungo della prima versione ma le missioni di rifornimento continuano a durare quasi sempre poche settimane. L’utilizzo principale dei cargo Dragon dopo il loro arrivo alla Stazione Spaziale Internazionale è dato dal fatto di essere l’unico a poter riportare carichi sulla Terra. L’utilizzo secondario testato nelle ultime missioni è come mezzo per risollevare l’orbita della Stazione utilizzando motori Draco extra con un loro sistema di propulsione indipendente. Per questi motivi, la lunghezza delle missioni dei cargo Dragon dipende dalle esigenze legate ai lavori sulla Stazione.
Dopo il completamento di tutte le procedure per rendere il cargo spaziale Dragon un’appendice della Stazione Spaziale Internazionale sarà possibile aprire il portellone e cominciare a scaricare i contenuti in ordine di priorità. Ad esempio, c’è un nuovo cavo di alimentazione per lo European Enhanced Exploration Exercise Device usato per il sistema usato dagli astronauti per fare esercizi fisici. Ci sono anche componenti dei sistemi di riciclaggio.
Tra i nuovi strumenti trasportati c’è STORIE (Storm Time O+ Ring current Imaging Evolution), progettato per studiare il campo magnetico terrestre con le sue interazioni con particelle cariche e i suoi cambiamenti nel corso del tempo. Verrà installato all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale utilizzando uno strumento robotico.
