
Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati di uno studio sulla polvere generata da stelle giganti rosse verso la fine della loro vita in condizioni simili a quelle esistenti nelle prime galassie dell’universo. Un team di ricercatori guidato da Claudio Gavetti dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) e dell’Università degli Studi Roma Tre ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per studiare la galassia nana Sextans A, dove l’ambiente è molto povero di metalli. Osservazioni di qualità impensabile nel passato hanno permesso di capire come queste stelle producano polvere cosmica in ambienti simili a quelli dell’universo primordiale.
Distante circa 4,3 milioni di anni luce dalla Terra, la galassia nana Sextans A è situata vicino ai confini del Gruppo Locale, il gruppo di galassie che include la Via Lattea. Essa ha una composizione chimica simile a quella delle galassie primordiali, che include quasi solo idrogeno ed elio. Per questo motivo, rappresenta un interessante oggetto di studio ma nel passato era comunque difficile studiarla. Il telescopio spaziale James Webb sta offrendo dettagli impossibili da rilevare in passato e ciò vale anche per Sextans A.
Uno studio basato su osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb che aveva già individuato polveri nella galassia nana Sextans A è stato pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” nel settembre 2025. Si era concentrato in particolare su rari tipi di polveri come quelle di carburo di silicio e di ferro. Un altro studio al momento in fase di controllo riporta la rilevazione in Sextans A di idrocarburi policiclici aromatici, una classe di idrocarburi diffusa nello spazio.
In questo nuovo studio appena pubblicato, il team di Claudio Gavetti si è concentrato sulle stelle che sono in una fase avanzata della loro vita che è chiamata ramo asintotico delle giganti rosse. Nel corso dei decenni precedenti, vari studi teorici avevano portato gli astronomi a ritenere che queste stelle potessero produrre grandi quantità di polvere cosmica. Le difficoltà nell’osservare quella polvere cosmica rendeva difficile capire quale fosse il contributo di quelle stelle rispetto alle supernove in diversi ambienti e diverse epoche. Questo studio offre qualche risposta.
Le osservazioni condotte con gli strumenti NIRCam (Near Infrared Camera) e MIRI (Mid-Infrared Instrument) del telescopio spaziale James Webb indicano che una piccola frazione delle giganti rosse esaminate è avvolta da un denso bozzolo di polvere. Quasi tutte queste stelle si sono formate tra due e tre miliardi di anni fa e la loro massa iniziale era di circa una volta e mezzo quella del Sole.
Questo nuovo risultato è importante per capire la diffusione della polvere interstellare nell’universo primordiale. La sua presenza aiuta il raffreddamento del gas interstellare, un fattore cruciale nella formazione di nuove stelle. In sostanza, si tratta di un nuovo tassello nella ricostruzione dell’evoluzione delle prime generazioni di stelle dell’universo.
