
Nella giornata di ieri, SpaceX ha condotto un nuovo test di volo dei prototipi del suo razzo Super Heavy e della Starship, lanciati dalla base di Boca Chica, in Texas. Si tratta del quattordicesimo test che ha visto l’intero sistema dell’azienda di Elon Musk che dovrebbe rivoluzionare i viaggi spaziali con una capacità di trasporto senza precedenti ed essendo totalmente riutilizzabile. Sono prototipi avanzati al punto da condurre una missione orbitale e la messa in orbita di veri satelliti Starlink V3. In questo volo, il Super Heavy era quello identificato come Booster 21 e la Starship quella identificata come Starship 41 o Ship41 o semplicemente S41.
Il successo del tredicesimo test, condotto nella notte tra il 24 e il 25 luglio, aveva convinto SpaceX che la Starship era in grado di entrare in orbita. La conseguenza è che questo nuovo test ha avuto una traiettoria molto diversa e una lunghezza molto maggiore, originariamente prevista in 10 ore.
Uno dei 33 motori Raptor del Super Heavy 21 si è spento quasi subito dopo il decollo e un altro non si è riacceso correttamente dopo la separazione della Starship 41. Il Booster 21 è riuscito comunque a condurre le manovre che l’hanno portato a un ammaraggio “soft” nel Golfo del Messico, dimostrando che la ridondanza nei motori permette di ovviare a questi guasti.
Inizialmente, i motori della Starship 41 hanno funzionato regolarmente ma uno di essi si è spento prematuramente nel corso della salita verso l’orbita. Ciò ha costretto gli ingegneri di SpaceX a condurre una serie di rapide valutazioni per capire se la Starship fosse in grado di raggiungere l’orbita o se questo test dovesse essere accorciato notevolmente e ridotto a un volo suborbitale simile ai precedenti. Alla fine, è stato stabilito che la navicella spaziale era ancora in grado di condurre le manovre necessarie a entrare in orbita.
Per la prima volta, una Starship è entrata in orbita. Da un’altitudine di circa 270 chilometri, la Starship ha messo in orbita 26 satelliti Starlink V3, i primi di terza generazione, con prestazioni molto superiori ai precedenti. Si tratta di un successo molto importante per SpaceX perché i contratti con NASA e forze armate portano un sacco di soldi ma anche la rete Starlink è un’importante fonte di ricavi per l’azienda.
Il piano originale prevedeva che la Starship 41 compisse 6 orbite per un volo della durata di circa 10 ore. Invece, al termine della messa in orbita dei satelliti Starlink, è stato deciso di far tornare la navicella spaziale sulla Terra. Alla fine, la missione è durata poco più di 3 ore ed è terminata con l’ammaraggio della Starship nell’Oceano Pacifico. Non era previsto un tentativo di recupero e l’esplosione seguente all’ammaraggio è solo la conseguenza dell’impatto.
Alla fine, il test di ieri può essere considerato un successo perché la Starship 41 ha condotto una missione orbitale con la messa in orbita di satelliti Starlink V3 ma ci sono ancora alcuni problemi da risolvere. I motori Raptor devono ancora essere messi a punto per assicurare l’affidabilità necessaria a una missione a pieno carico e la Starship deve dimostrare di poter atterrare in modo controllato. SpaceX ha già i permessi per altri due voli e a questo punto bisogna solo attendere le decisioni di SpaceX.

