È un successo il lancio della sonda spaziale Hera dell’ESA verso gli asteroidi Didymos e Dimorphos

La sonda spaziale Hera decolla su un razzo Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)
La sonda spaziale Hera decolla su un razzo Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)

Era pomeriggio in Italia quando la sonda spaziale Hera dell’ESA è partita su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX da Cape Canaveral assieme ai due nanosatelliti Juventas e Milani. Dopo circa 76 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta che fra quasi esattamente due anni la porterà a raggiungere l’asteroide Didymos e la sua luna Dimorphos per esaminare le conseguenze dell’impatto della navicella spaziale DART della NASA.

La missione DART, con l’impatto sull’asteroide Dimorphos avvenuto il 26 settembre 2022, ha costituito una fase importante di un progetto di difesa della Terra da asteroidi pericolosi. Dopo quell’impatto, vari telescopi sono stati usati per monitorare le conseguenze, in particolare quanto sia cambiata la traiettoria di Dimorphos, che era lo scopo della missione DART.

Informazioni precise richiedono un’indagine ravvicinata, quella che verrà condotta dalla sonda spaziale Hera e dai nanosatelliti Juventas, come la figlia della dea Hera, e Milani, chiamato così in onore dell’astronomo Andrea Milani Comparetti, che propose la missione originale da cui sono derivate le missioni DART e Hera.

La sonda spaziale Hera è dotata di una serie di strumenti con i quali rileverà con precisione la traiettoria dell’asteroide Dimorphos e ne catturerà immagini ravvicinate, esaminerà la sua composizione e quella della polvere circostante. Osservazioni a distanza hanno già indicato che l’impatto della navicella spaziale DART ha generato parecchi detriti con la possibilità che una parte raggiunga la Terra. Hera potrà esaminare nei dettagli anche quei detriti.

I due nanosatelliti che viaggiano assieme alla sonda spaziale Hera sono di classe CubeSat e sono composti da 6 unità cubiche ciascuno. Juventas e Milani sono dotati di alcuni strumenti che permetteranno di condurre rilevazioni di vario tipo complementari a quella di Hera, che fungerà da ponte radio per le loro comunicazioni. La loro missione offrirà nuove informazioni preziose per capire come deviare un asteroide pericoloso per la vita sulla Terra.

La sonda spaziale Hera e i due nanosatelliti Juventas e Milani hanno iniziato il loro viaggio di due anni verso lo spazio profondo. SpaceX ha ricevuto un permesso speciale per questo lancio dopo che un problema al secondo stadio del razzo Falcon 9 aveva portato a un blocco dei voli proprio perché questa missione è stata lanciata fuori dall’orbita e ciò significa che il secondo stadio non è rientrato per disintegrarsi nella discesa nell’atmosfera. Per una volta, il primo stadio non è atterrato perché tutto il propellente è stato usato per dare la spinta a Hera ed è andato perduto dopo 23 lanci.

La sonda spaziale Hera durante i preparativi (Foto cortesia SpaceX)
La sonda spaziale Hera durante i preparativi (Foto cortesia SpaceX)

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *