
Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta l’individuazione di un cosiddetto anello di Einstein praticamente perfetto attorno alla galassia NGC 6505. Un team di ricercatori guidato da Conor O’Riordan del Max Planck Institute for Astrophysics di Monaco di Baviera, in Germania, che include parecchi membri associati a istituzioni italiane ha esaminato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Euclid per studiare l’immagine di una galassia molto più lontana distorta dalla lente gravitazionale creata da NGC 6505. Quest’effetto permette di studiare anche NGC 6505 perché è la sua massa a creare quella lente gravitazionale perciò i suoi effetti permettono di analizzarla.
Lanciato il 1 luglio 2023, il telescopio spaziale Euclid è stato progettato dall’ESA per studiare misteri cosmologici come materia oscura ed energia oscura. Le lenti gravitazionali sono importanti in questo tipo di ricerca perché sono create dalla forza di gravità di galassie singole o di ammassi galattici e i loro effetti permettono di studiare la distribuzione di materia in quelle galassie. Ogni lente gravitazionale studiata offre nuove informazioni potenzialmente preziose nello studio della materia oscura.
Immagini distorte dalle lenti gravitazionali di solito mostrano irregolarità ma ciò dipende dalla distribuzione e dalla densità di materia della galassia o del gruppo di galassie che creano quelle lenti. In pochi casi fortunati, l’allineamento dell’oggetto che crea la lente e la galassia dietro di essa dal punto di vista della Terra permettono di ottenere una forma circolare o quasi. Questa forma viene chiamata anello di Einstein perché l’effetto di lente gravitazionale venne previsto dalla teoria della relatività generale di Albert Einstein.
Le lenti gravitazionali sono importanti nella missione Euclid ma quella creata dalla galassia NGC 6505 è stata scoperta per caso durante la fase di test del telescopio spaziale. Le prime immagini erano fuori fuoco eppure lo scienziato dell’ESA Bruno Altieri notò l’anello di Einstein. Questa scoperta è curiosa perché riguarda una galassia scoperta nel 1884 che è stata osservata con chissà quanti strumenti diversi sempre più perfezionati, eppure quest’anello di Einstein attorno ad essa non era mai stato rilevato. Ciò conferma la notevole potenza di Euclid.
Gli astronomi avevano già misurato in passato la distanza della galassia NGC 6505 a circa 590 milioni di anni luce dalla Terra e quindi nell’universo vicino. La galassia dietro di essa che ha formato l’anello di Einstein ha una distanza che è stata stimata in circa 4,2 miliardi di anni luce dalla Terra e quindi molto più lontana.
L’anello di Einstein attorno alla galassia NGC 6505 ha quattro aree un po’ più luminose dove appare in modo più marcato l’immagine della galassia più lontana. In altri casi di immagini rilevate grazie a una lente gravitazionale, esiste solo quel tipo di immagine ripetuta e allora il risultato viene chiamato croce di Einstein.
Gli autori dello studio su quest’anello di Einstein hanno proposto il soprannome anello di Altieri in onore dello scienziato che l’ha scoperto. Il fatto che sia stato scoperto già nelle immagini di test della missione Euclid è incoraggiante per la ricerca di altre lenti gravitazionali anche pensando che molte di esse hanno effetti più deboli e quindi meno evidenti. Saranno tutte scoperte utili nelle indagini sulla materia oscura ma in qualche caso potranno offrire anche immagini spettacolari.

