
Poche ore fa i due satelliti TRACERS della NASA sono partiti su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX dalla base di Vandenberg. Dopo circa un’ora e 40 minuti si sono separati con successo dall’ultimo stadio del razzo per cominciare le manovre che li porteranno in un’orbita eliosincrona a 600 chilometri di altitudine.
I due satelliti gemelli TRACERS (Tandem Reconnection and Cusp Electrodynamics Reconnaissance Satellites) si uniscono ad altre missioni spaziali che hanno lo scopo di studiare il Sole e le sue interazioni con la Terra. Il 12 marzo scorso è stata lanciata la missione PUNCH e il 15 marzo sono stati lanciati i tre nanosatelliti di classe CubeSat della missione EZIE (Electrojet Zeeman Imaging Explorer), che hanno lo scopo di studiare i cambiemnti nelle correnti elettriche che si muovono attraverso gli strati superiori dell’atmosfera terrestre nelle regioni polari.
La missione TRACERS si concentrerà sulla riconnessione magnetica e non è la prima della NASA con questo scopo. Poco più di dieci anni fa, il quartetto di navicelle spaziali MMS aveva già cominciato questo tipo di lavoro e continua a portarlo avanti ben oltre i due anni della sua missione primaria.
I due satelliti TRACERS misureranno la riconnessione magnetica per tremila volte all’anno. Il confronto tra i dati rilevati dagli strumenti a bordo dei due satelliti sarà prezioso per aiutare gli scienziati a osservare a che velocità quel processo cambia e si evolve.
L’orbita dei satelliti TRACERS è molto diversa da quella delle navicelle spaziali MMS e ciò aiuterà a complementare le rilevazioni ottenute dalle due missioni. Quelle rilevazioni verranno combinate anche con quelle delle altre missioni per offrire informazioni su diversi aspetti del flusso dell’energia solare attraverso la magnetosfera e l’atmosfera della Terra.
Il centro controllo missione ha stabilito correttamente le comunicazioni con i satelliti TRACERS. Dopo il periodo di test, la missione TRACERS contribuirà a migliorare le nostre conoscenze dell’attività solare e della sua influenza sulla Terra, in particolare nel processo nella riconnessione magnetica. La loro missione primaria durerà un anno con la possibilità di estenderla.

