
Poche ore fa il satellite Sentinel-6B è stato lanciato su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Vandenberg. Dopo quasi esattamente un’ora si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immesso sulla sua rotta per raggiungere l’orbita polare a 1.336 chilometri di altitudine in cui comincerà la sua missione scientifica prendendo il posto del satellite Sentinel-6A Michael Freilich, lanciato il 21 novembre 2020.
Questa missione è una collaborazione tra NASA, ESA, EUMETSAT e NOAA. È anche indicata come Jason-CS (Continuity of Service) perché affianca i satelliti Jason della NASA e allo stesso tempo fa parte del programma Copernicus dell’ESA. Il programma originariamente chiamato Global Monitoring for Environment and Security (GMES) e successivamente Copernicus ha lo scopo di creare un sistema autonomo di controllo del territorio tramite una costellazione di satelliti che avranno diverse funzioni.
Sentinel-6B è un satellite meteo e oceanografico specializzato nel monitoraggio dei livelli dei mari. Nel corso degli anni, i satelliti della serie Jason hanno già condotto questo tipo di monitoraggio. La missione dei satelliti Sentinel-6 ha lo scopo di migliorarlo con rilevazioni a una risoluzione maggiore che permetterà di ottenere informazioni più dettagliate. Una serie di strumenti verrà usata per compiere il lavoro, in particolare il radioaltimetro.
La missione primaria del satellite Sentinel-6B rimane collegata al monitoraggio degli oceani. La raccolta di dati sui cambiamenti climatici è cruciale per il futuro del pianeta e soprattutto per il futuro dell’umanità. L’impatto dell’innalzamento dei livelli dei mari dev’essere valutato con precisione per capire tra le altre cose i rischi che colpiranno le aree costiere, con le conseguenze del caso sulle aree abitate. Una collaborazione globale porterà a informazioni su un problema globale sperando di trovare presto qualche soluzione.
Il satellite Sentinel-6B è sotto la supervisione del centro controllo missione ESA in Germania, come previsto per le operazioni necessarie nella fase di test che precede la sua entrata in servizio. Superata quella fase, la normale gestione delle operazioni verrà passata a EUMETSAT, l’organizzazione intergovernativa che ha proprio l’obiettivo principale di gestire la rete europea dei satelliti meteorologici. In questo caso, la missione ha una durata prevista di 5 anni e mezzo.

