Il satellite Bluebird 7 di AST SpaceMobile ricadrà sulla Terra dopo l’inserimento in un’orbita errata

Il satellite Bluebird 7 al decollo su un razzo vettore New Glenn (Immagine cortesia Blue Origin)
Il satellite Bluebird 7 al decollo su un razzo vettore New Glenn (Immagine cortesia Blue Origin)

È arrivata la conferma che il satellite Bluebird 7 di AST SpaceMobile ricadrà sulla Terra dopo essere finito in un’orbita troppo bassa per raggiungere quella necessaria per operare come satellite di telecomunicazioni per le connessioni dirette a telefoni cellulari. Il problema era emerso domenica, poco dopo la separazione dal secondo stadio del razzo vettore New Glenn di Blue Origin. Le prime ricostruzioni avevano portato ben presto a individuare la causa di questo insuccesso in un funzionamento errato proprio del secondo stadio.

Nel corso della missione, il primo stadio aveva funzionato correttamente, segnando il successo nel primo lancio di un razzo New Glenn con un primo stadio usato. Il costo del satellite Bluebird 7 verrà probabilmente coperto dall’assicurazione ma restano da vedere le conseguenze per Blue Origin di questo insuccesso, anche per le ramificazioni legate al possibile utilizzo del New Glenn nel programma Artemis della NASA.

AST SpaceMobile sta costruendo una costellazione di satelliti specializzati in connessioni dirette con normali smartphone commerciali. Vari satelliti della serie Bluebird sono stati già lanciati e domenica scorsa era arrivato il turno del Bluebird 7, un satellite chiave nell’espansione della costellazione con la nuova versione, molto grande e potente. Il lancio doveva essere significativo soprattutto perché Blue Origin pianificava il suo primo lancio del razzo New Glenn con un primo stadio usato.

Soprannominato “Never Tell Me the Odds”, questo primo stadio era stato lanciato per la prima volta il 13 novembre 2025 per poi atterrare con successo sulla piattaforma marina Jacklyn. Va detto che i motori BE-4 di questo primo stadio erano stati sostituiti con motori nuovi ma il resto era quasi tutto uguale alla missione precedente. Blue Origin prevede comunque di riutilizzare anche quei motori per altri primi stadi.

Nella missione NG-3 compiuta domenica, il primo stadio “Never Tell Me the Odds” ha fatto nuovamente il suo dovere ed è atterrato per la seconda volta con successo. Verrà nuovamente revisionato e potrebbe volare per la terza volta. Il problema è emerso con il secondo stadio per motivi che ora sono sotto esame da parte di Blue Origin. I dati telemetrici mostrano immediatamente se un carico finisce in un’orbita sbagliata e ciò è successo anche con il satellite Bluebird 7. In un caso del genere, il proprietario del satellite deve valutare se il propellente a bordo è in grado di modificare la traiettoria in modo da inserirsi in un’orbita utile per compiere il suo lavoro. Il responso di AST SpaceMobile è risultato negativo e ciò significa che Bluebird ricadrà sulla Terra.

In un caso del genere ci possono essere diverse conseguenze. Per AST SpaceMobile ci possono essere ritardi significativi nei progressi della realizzazione della sua costellazione di satelliti. Per Blue Origin le conseguenze dipenderanno dai tempi necessari a individuare la causa del problema che ha fatto fallire la missione e dalla possibile necessità di modificare il secondo stadio del razzo New Glenn se risulterà che si tratta di un difetto progettuale e non di quello specifico secondo stadio.

L’orbita in cui è finito il satellite Bluebird 7 è ellittica, con altitudini stimate tra 154 e 494 chilometri. Quella prevista era praticamente circolare a un’altitudine di circa 494 chilometri. Per questo motivo, soffre di un decadimento dovuto all’attrito atmosferico. Secondo le prime stime, potrebbe disintegrarsi nel giro di qualche settimana ma AST SpaceMobile non ha comunicato tempi precisi.

In questi casi, vengono condotte simulazioni per capire se l’utilizzo del propellente a bordo possa essere utile per un rientro controllato che provochi la disintegrazione “pulita” del satellite senza generare detriti pericolosi. Si tratta di un satellite molto grosso, con una massa di oltre 6 tonnellate, perciò le manovre utili non sono facili da valutare e programmare.

Questo insuccesso ha rovinato la festa di Blue Origin per il successo del primo riutilizzo di un primo stadio usato. È un evento che è comunque molto importante nell’industria aerospaziale dato che rompe il monopolio di SpaceX nel riutilizzo dei primi stadi in missioni in orbita. Probabilmente l’umore è peggiore tra i dirigenti di AST SpaceMobile, anche vedendo un calo del 15% del valore delle azioni dell’azienda dopo la perdita del satellite Bluebird 7.

Il primo stadio “Never Tell Me the Odds” dopo il suo secondo atterraggio (Immagine cortesia Blue Origin)
Il primo stadio “Never Tell Me the Odds” dopo il suo secondo atterraggio (Immagine cortesia Blue Origin)

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