
Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una nuova ricerca sulle celebri macchie bianche nel cratere Occator del pianeta nano Cerere. Secondo un team guidato da Maria Cristina De Sanctis, INAF – IAPS, il minerale più abbondante è il carbonato di sodio. Si tratta di un risultato sorprendente perché si tratta di un sale che sulla Terra abbonda nelle sorgenti idrotermali e ciò rilancia l’ipotesi della presenza di acqua liquida nel sottosuolo di Cerere.
Maria Cristina De Sanctis è il responsabile scientifico dello spettrometro VIR della sonda spaziale Dawn ed è ormai un’esperta del pianeta nano Cerere. L’anno scorso, aveva condotto un’altra ricerca che aveva portato alla scoperta di ammoniaca sulla sua superficie, un’altra sorpresa perché questo composto è abbondante nel sistema solare esterno, non nella cintura di asteroidi.
Stavolta il team guidato dalla dottoressa De Sanctis si è concentrato sul cratere Occator per cercare finalmente di risolvere il mistero delle grandi macchie bianche al suo interno. Già vari indizi suggerivano che la sostanza così riflettente fosse un qualche tipo di sale ma sulla sua natura c’erano solo ipotesi. Ora l’analisi dei dati raccolti dallo spettrometro VIR nel corso della missione Dawn indica che si tratti di bicarbonato di sodio e in una quantità mai vista in altri luoghi del sistema solare.
Questa scoperta getta nuova luce sul cratere Occator e sulla presenza di acqua su Cerere. L’età del cratere è stimata attorno agli 80 milioni di anni, poco dal punto di vista geologico. I sali delle macchie bianche sembrano essere usciti dall’interno di Cerere e ciò suggerisce che le temperature nel sottosuolo siano più elevate del previsto. Minerali di quel tipo si formano nell’interazione con l’acqua, un indizio importante della presenza di attività idrotermali che li hanno spinti fino alla superficie.
La nuova ricerca ha anche confermato la presenza di ammoniaca in altri sali, precisamente cloruro di ammonio e bicarbonato di ammonio. Si tratta di un ulteriore legame con il sistema solare esterno, anche perché ammoniaca, carbonato di sodio e sorgenti idrotermali sono state scoperte su Encelado, la luna di Saturno che costituisce uno dei potenziali ambienti che potrebbero ospitare vita nel sistema solare con il suo oceano sotterraneo.
Fin dall’inizio della missione Dawn, una delle possibilità più interessanti era quella che anche sotto la superficie di Cerere sia acqua liquida. È possibile che tra i minerali che formano questo pianeta nano vi sia una buona quantità di olivina. Questo minerale può trasformarsi in seguito a un processo chiamato serpentinizzazione, che produce calore.
Ufficialmente, il 30 giugno 2016 la sonda spaziale Dawn ha completato la sua missione primaria. Ha già fornito un’enorme mole di dati scientifici molto interessanti riguardo all’asteroide gigante Vesta e ora anche al pianeta nano Cerere. Siamo in attesa delle decisioni della NASA sul futuro di Dawn, nel frattempo gli scienziati continuano a lavorare sui dati già raccolti.

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