Nuove immagini agli infrarossi di Titano, una luna di Saturno, offrono la miglior vista della sua superficie

Titano (Immagine NASA/JPL-Caltech/University of Nantes/University of Arizona)
Titano (Immagine NASA/JPL-Caltech/University of Nantes/University of Arizona)

La NASA ha pubblicato una serie di 6 immagini di Titano, una delle lune del pianeta Saturno, viste agli infrarossi dallo strumento VIMS della sonda spaziale Cassini. Le immagini sono state create combinando osservazioni compiute nell’arco dei 13 anni di missione che sono state elaborate per compensare il fatto che sono state effettuate con una notevole varietà di condizioni di luminosità e angolo di visione da parte di Cassini.

La missione della sonda spaziale Cassini è terminata il 15 settembre 2017 ma gli scienziati che si occupano in un modo o nell’altro di Saturno e/o delle sue lune continuano ad analizzarli e a elaborarli. Titano era fin dall’inizio della missione uno degli obiettivi più importanti da studiare perché c’erano indizi che avesse delle similitudini con la Terra primordiale, anche se molto più fredda, e attiva dal punto di vista chimico. Per questo motivo, nel corso di 13 anni sono state effettuate molte osservazioni di questa luna e sono state create mappe sempre più precise della sua superficie basate sui dati raccolti da diversi strumenti a bordo della sonda.

Lo strumento VIMS (Visual and Infrared Mapping Spectrometer) ha permesso alla sonda spaziale Cassini di vedere realmente la superficie di Titano grazie al fatto che l’atmosfera di quella luna assorbe solo una piccola parte delle frequenze infrarosse che può rilevare. Invece, gli aerosol presenti negli strati superiori dell’atmosfera di Titano provocano una notevole dispersione delle frequenze visibili con la conseguenza che il risultato ottenuto da una macchina fotografica dell’Imaging Science Subsystem (ISS) di Cassini è che Titano appare come nella fotografia al centro dell’immagine.

Un problema nell’esaminare le mappe create è dovuto al fatto che nel corso dei tanti voli ravvicinati a Titano compiuti dalla sonda spaziale Cassini la luminosità era diversa, le osservazioni sono state effettuate da angoli diversi e anche le condizioni atmosferiche erano diverse. La conseguenza è che alcune mappe sono mosaici composti da varie immagini in cui si notano i confini e renderli omogenei è difficile.

Una complessa tecnica di elaborazione basata sul fatto che tutte le immagini a colori sono composte da tre canali per i colori rosso, verde e blu ha permesso di ridurre i confini tra le varie immagini e di enfatizzare sottili variazioni spettrali nei materiali sulla superficie di Titano. Ad esempio, ora le dune all’equatore di questa luna appaiono con un colore marrone in modo consistente. Alcune aree bluastre e violacee possono avere composizioni diverse dalle altre aree luminose e possono essere arricchite d’acqua ghiacciata.

La NASA aveva presentato mappe di Titano che mostravano varie elaborazioni necessarie a renderle omogenee alla fine del marzo 2016. Nel frattempo, la sonda spaziale Cassini ha raccolto altri dati e le tecniche di elaborazione sono state raffinate. Una nuova missione è stata proposta per mandare una nuova sonda spaziale nel sistema di Saturno con uno strumento agli infrarossi perfezionato rispetto a VIMS grazie all’esperienza fatta. Anche se venisse approvata, ci vorranno comunque parecchi anni prima di raccogliere nuovi dati da vicino di Titano.

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